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Atelier Panormos© Goethe-Institut Palermo

Kultur Ensemble

Kultur Ensemble è il programma culturale franco-tedesco di Palermo. L’istituto è stato inaugurato il 14 giugno 2021 ed è un progetto nato in seguito al Trattato di cooperazione e integrazione franco-tedesca, ovvero "Trattato di Aquisgrana". La gestione del Kultur Ensemble palermitano è affidata al Goethe-Institut Palermo e all’Institut français Palermo che, insieme al Comune di Palermo, concentrano le attività del centro culturale in una residenza d’artista: Atelier Panormos – La Bottega.

Il prossimo bando di Kultur Ensemble verrà pubblicato su questa pagina e sul nostro profilo Instagram nel mese di dicembre 2022. Questo bando sarà dedicato esclusivamente ad artist* e ricercatrici/ori di età inferiore ai 30 anni che svolgeranno la loro residenza nel periodo compreso tra settembre 2023 e dicembre 2023.
Il prossimo bando senza limiti di età verrà diffuso sugli stessi canali prima dell’estate 2023, e sarà aperto a residenze che si svolgeranno tra gennaio 2024 e dicembre 2024.
Oltre alla selezione tramite bando, Kultur Ensemble si riserva la possibilità di accogliere altri progetti in vista di residenze brevi della durata massima di un mese. Potete inviare la proposta di progetto a bianca.bozzeda@goethe.de.

  • Inaugurazione di Kultur Ensemble Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, 14 giugno 2021 © Roberto Ilardi
    Inaugurazione di Kultur Ensemble Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, 14 giugno 2021
  • Inaugurazione di Kultur Ensemble Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, 14 giugno 2021 © Roberto Ilardi
    Inaugurazione di Kultur Ensemble Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, 14 giugno 2021
  • Inaugurazione di Kultur Ensemble Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, 14 giugno 2021 © Roberto Ilardi
    Inaugurazione di Kultur Ensemble Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, 14 giugno 2021
  • Inaugurazione di Kultur Ensemble Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, 14 giugno 2021 © Roberto Ilardi
    Inaugurazione di Kultur Ensemble Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, 14 giugno 2021

Atelier Panormos – La Bottega

Atelier Panormos - La Bottega è una residenza d’artista che da settembre 2021 ospita artiste/i e ricercatrici/ori che lavorano a stretto contatto con la Germania e la Francia. La residenza non vuole essere unicamente un’occasione di produzione, ma intende stimolare la creazione di legami con i molti volti della cultura locale: durante il loro periodo a Palermo, gli artisti e le artiste saranno invitate a partecipare ai numerosi festival ed eventi locali. 


Artiste e artisti

 


 

Per il suo primo anno di vita, il progetto è stato accompagnato da due personalità di riferimento nel campo dell’arte contemporanea internazionale: Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e Andrea Lissoni, direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco di Baviera. I due "mentori" hanno individuato i primi sei artisti residenti nel corso del 2021 e del 2022: caner teker, Juliette Minchin, Melika Ngombe Kolongo (NKISI), Morgane Tschiember, Flaka Haliti e Sébastien Thiéry (Collettivo PEROU).

A partire da settembre 2022, i residenti di Atelier Panormos – La Bottega sono selezionati da una giuria composta da rappresentati del Goethe-Institut Italia e dell’Institut français Italia, oltre che da professionisti del mondo dell’arte e della cultura italiana. Quest’anno, hanno partecipato alla giuria:

Antonella Perin, direttrice dei programmi culturali del Goethe-Institut Italia
Hélène Kelmachter, addetta culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia
Beatrice Merz, presidenze e direttrice della Fondazione Merz
Costanza Quatriglio, regista e direttrice artistica della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia
Oscar Pizzo, direttore di EUR Culture per Roma, direttore artistico del Teatro Massimo di Palermo dal 2014 al 2018
Giorgio Vasta, scrittore

Per le residenze che si terranno tra settembre 2022 e luglio 2023, la giuria ha individuato sei progetti proposti dagli artisti seguenti: Charlotte Koch/Ségolène Bulot/Daria Di Bello, Yolenn Farges, Tobias Purfürst & Noam Brusilovsky, Victor Missud e Lea Letzel.
 

CHARLOTTE KOCH, DARIA DI BELLO E SÉGOLÈNE BULOT CON IL PROGETTO “WOMEN'S VOICES IN PALERMO


Women's voices in Palermo © Charlotte Koch, Ségolène Bulot, Daria di Bello Tra fine settembre e fine dicembre 2022, il programma di residenza di KULTUR ENSEMBLE Palermo accompagna un progetto di ricerca italo-franco-tedesco, sviluppato da tre ricercatrici conosciutesi all’Università di Lipsia: Daria di Bello, Charlotte Koch e Ségolène Bulot. Durante i loro studi scoprono il podcast come strumento di ricerca etnografica e sociologica. Arricchite dalle tre culture europee nelle quali sono cresciute, le loro ricerche coinvolgono discipline diverse: antropologia, sociologia, letteratura, storia e filosofia. Le loro esperienze formative e professionali, così come le loro scelte di vita, orientano i loro interessi accademici verso tematiche interculturali, postcoloniali, femministe e territoriali.

Con il progetto "Women's voices in Palermo" (la voce delle donne a Palermo), le ricercatrici osservano le pratiche culturali e le scale di valori delle donne migranti che vivono nel capoluogo siciliano. L’ipotesi formulata è che la migrazione e la religione, legata alle questioni di genere, definiscano modalità specifiche di vivere lo spazio urbano. A Palermo, le tre ricercatrici entrano in dialogo con diverse associazioni dedicate a varie comunità di donne e, attraverso interviste e l’ascolto delle esperienze vissute, mettono in discussione le strutture di potere attraverso un approccio intersezionale. I risultati del lavoro di Charlotte Koch, Daria di Bello e Ségolène Bulot saranno presentati sotto forma di podcast, dibattiti e discussioni, per dare voce ad alcune delle donne migranti nello spazio mediterraneo.


Charlotte Koch, Ségolène Bulot, Daria di Bello © KULTUR ENSEMBLE Il trio di ricercatrici in scienze umanistiche si è incontrato all’Università di Lipsia, dove scopre il podcast come strumento semplice e partecipativo di diffusione del loro lavoro.

CHARLOTTE KOCH
Charlotte Koch è cresciuta a Marburg e vive a Lipsia. Durante gli studi triennali in scienze sociali si concentra sugli studi dell’America latina, per poi interessarsi al femminismo islamico e alla sociologia dell’Islam. Approfondisce il tema del “reflexive curanting” (curatela riflessiva) e studia le molteplici rappresentazioni dell’Islam nell’arte contemporanea. Partendo dal travagliato passato coloniale all’origine dei musei etnografici europei, analizza i discorsi e le pratiche postcoloniali con le quali queste stesse istituzioni si confrontano al giorno d’oggi.

DARIA DI BELLO
Daria di Bello è originaria di Taranto, in Puglia. Si sposta a Lipsia dopo aver ottenuto una laura in filosofia all’Università di Bari. Parallelamente alla sua attività militante, Daria lavora come mediatrice linguistica e culturale, e insegna l’italiano. Si interessa alla migrazione nell’area mediterranea e alla sociologia dell’Islam. Nei suoi lavori, Daria fa dialogare i concetti di “Black Atlantic” e di “Black Mediterranean”, studiando la diaspora africana in una perspettiva storico-marittima.

SÉGOLÈNE BULOT
Ségolène Bulot viene dalla Normandia e vive a Lipsia. Ha studiato linguistica inglese, letteratura e scienze sociali a Caen, in Francia. Durante il suo master a Lipsia, Ségolène si dedica al lavoro educativo con i giovani. Si interessa in modo particolare allo sviluppo e alla messa in pratica di azioni non violente, prendendo come esempio il concetto indiano di "Go Rurban", che mira a colmare il divario tra città e zone rurali attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni.


 

FLAKA HALITI

Flaka Haliti Flaka Haliti | © Alexandra Bertels/Europalia Flaka Haliti è nata a Prishtina, in Kosovo, e vive a Monaco di Baviera, in Germania. Ha studiato alla Städelschule, l'Università di Belle Arti di Francoforte sul Meno.
La sua pratica artistica si sviluppa attraverso diverse tecniche, in particolare sculture e installazioni che realizza tenendo sempre conto della specificità del luogo nelle quali si inseriscono. L'appropriazione e la riorganizzazione sono le linee guida del suo lavoro, che le permettono di creare nuovi modelli estetici.
Nel 2015 Flaka Haliti ha rappresentato il suo Paese d'origine, il Kosovo, alla Biennale di Venezia. L'artista è stata borsista a Villa Romana a Firenze nel 2017 e ha ricevuto il Premio Ars Viva e il Premio Henkel. Il suo lavoro è stato presentato in mostre individuali presso il mumok - Museum Moderne Kunst di Vienna, S.A.L.T.S. Kunstverein Birsfelden, Kunsthalle Lingen e Kunsthaus di Amburgo. Nell’ambito di mostre collettive, le sue opere sono state esposte al Museum Ludwig di Colonia, alla Kunsthalle di Vienna, al Museum Lenbachhaus di Monaco di Baviera e alla Haus der Kulturen der Welt di Berlino. L'artista crea un dialogo tra i concetti di riorganizzazione e appropriazione: da un lato, lo standard dell'ordine categorico viene rifiutato - dall'altro, si realizza un adattamento alle condizioni esistenti. In questo modo, Flaka Haliti apre un campo poetico per un perpetuo in-between all’interno di in uno spazio dialettico, ibrido e performativo.


SÉBASTIEN THIÉRY E IL COLLETTIVO PEROU CON IL PROGETTO NAVIRE AVENIR

NAVIRE AVENIR - collettivo PEROU NAVIRE AVENIR - collettivo PEROU | © PEROU Fondato dieci anni fa dal ricercatore in scienze politiche Sébastien Thiéry insieme con il paesaggista Gilles Clément, il collettivo PEROU (Pôle d’Exploration des Ressources Urbaines, Polo di Esplorazione delle Risorse Urbane) lavora sui temi dell’accoglienza, riflette e reagisce alle misure di esclusione delle politiche pubbliche, crea progetti che favoriscono il dialogo e la comunione.
NAVIRE AVENIR (“nave avvenire”) è il progetto di più ampia portata concepito finora dal collettivo. Ha l’obbiettivo di costruire una nave ammiraglia europea per salvare vite umane nel Mediterraneo, pensata come la prima di una flotta europea di dieci imbarcazioni. Il progetto coinvolge oltre mille persone ripartite tra diversi paesi e discipline, e raduna 57 partner tra cui scienziati, scuole, università, collettivi, designer, grafici, performer, architetti, politici, sociologhi, antropologi e ingegneri. Il progetto si sviluppa principalmente a Marsiglia ed è sostenuto dal MUCEM (Museo delle Civilizzazioni dell’Europa e del Mediterraneo, Marsiglia) e dal Centre Pompidou Metz. Il varo della nave AVENIR è previsto nel 2024. Parallelamente, il collettivo PEROU sta inoltre lavorando alla candidatura per iscrivere la pratica dell’accoglienza nelle liste di protezione del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Durante la residenza palermitana, il collettivo si dedicherà ad alcuni aspetti specifici legati alla realizzazione della nave, tra cui gli aspetti giuridici (nozione di accoglienza e creazione di un padiglione marittimo europeo per la nave); quelli legati all’architettura e al design dell’imbarcazione (interni e tipografia); al design della bandiera, e a quelli che i componenti di PEROU definiscono gli “aspetti terapeutici”, legati alla trasmissione dei gesti di primo soccorso e della cura della persona. Sébastien Thiéry lascerà spazio agli altri componenti del collettivo: Nina Chalot & Gabriel di Battisti (designer tessili), Charlotte Cauwer (architetta e disegnatrice), Sina Fakour (tipografo), Marie-José Ordener (cuoco), Elsa Ricq-Amour (terapeuta). Gli incontri del collettivo con le varie realtà palermitane avvieranno una collaborazione rafforzata tra Palermo e Marsiglia attorno a NAVIRE AVENIR.
“L'Avenir è uno strumento pionieristico di salvataggio in mare, la prima nave appositamente progettata per il salvataggio di massa; è un rifugio in alto mare, un edificio dotato di tutte le attrezzature necessarie per l'accoglienza e la cura dei superstiti; è una piazza pubblica mediterranea, uno spazio di vita collettiva dove si afferma la fraternità; è un laboratorio per la ricerca di futuri desiderabili, un luogo da cui creare le navi e l’avvenire che continueranno a esistere.” 

Intervista a Sébastien Thiéry: Una nave per l'Europa


MELIKA NGOMBE KOLONGO

Melika Ngombe Kolongo - "Nkisi" Melika Ngombe Kolongo - "Nkisi" | © Nkisi Melika Ngombe Kolongo, in arte NKISI, è nata a Kinshasa in Repubblica Democratica del Congo ed è cresciuta in Belgio. Dopo la laurea in tecniche audiovisive presso l’Accademia Narafi di Bruxelles, NKISI ha completato un Master in studi psicosociali con una specializzazione in studi culturali, diaspora e antropologia a Birkbeck, Università di Londra.
Musicista, produttrice e artista visiva, nel suo lavoro NKISI elabora elementi della sua biografia, mescolando ritmi panafricani all’hard techno e a una certa sensibilità punk, assieme a un esplicito impegno politico contro il conformismo. Il suo pseudonimo deriva dalla parola nkisi, diffusa nelle religioni della regione del Bacino del Congo per indicare uno spirito o un oggetto abitato da uno spirito, al quale ci si rivolge per raggiungere una connessione con gli antenati.
Ispirato dalla cosmologia Kongo, NKISI intende la musica come una forma di comunicazione al di là del linguaggio, esplorando l'idea che "sentire è vedere e vedere è reagire/sentire" (K. Kia Bunseki Fu-Kiau, African Cosmology of the Bantu-Kongo, 1980).
Nel 2015, NKISI è stata co-fondatrice del collettivo musicale NON Worldwide, un’etichetta musicale indipendente e insieme un progetto artistico che, favorendo un dialogo tra gli artisti africani della diaspora e dando voce agli emarginati, partecipa attivamente alla ridistribuzione del potere.
Tra i luoghi in cui si è esibita figurano la Tate Modern di Londra, HAU2 di Berlino, il Palais de Tokyo di Parigi, la Haus der Kunst di Monaco di Baviera e il festival Berlin Atonal.


MORGANE TSCHIEMBER

Morgane Tschiember Morgane Tschiember | © Morgane Lay X Jonny Cochrane for Parfums Chris Morgane Tschiember è nata a Brest, in Francia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Quimper, poi all’Accademia di Belle Arti di Parigi. Vive a Parigi e lavora in una “factory” che ha creato nel 2011. Il lavoro di Morgane Tschiember è caratterizzato da un approccio sia fisico sia metafisico: influenzate dal pensiero di Jacques Derrida, le sue opere danno vita a una sintesi che può essere descritta come "minimalismo romantico".
Intese da Morgane stessa come dei rituali, le sue sculture sono testimoni del loro processo di produzione, e mantengono la traccia del fare, del gesto e del respiro, attraverso fasi di trasformazione legate al fuoco.
Morgane modella gli ambienti per rivelare le loro qualità e apre spazi di percezione visiva e fisica sotto forma di installazioni monumentali che invitano alla deambulazione.
Ogni residenza è un'opportunità per Morgane Tschiember per concentrarsi su un materiale specifico, come è stato per il vetro nell’ambito della sua residenza al Cirva di Marsiglia e la ceramica nel Veneto, presso le Nuove/Residency. La Sicilia, Palermo e la Conca d'Oro, risuonano fortemente con il suo lavoro, che durante la sua residenza si dedicherà alla realizzazione di sculture in cera e ceramica.



caner teker

caner teker caner teker | © Augustin Farias caner teker è nat* nel 1994 a Duisburg-Marxloh, in Germania. È laureat* presso l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf 2019 e student* post laurea dal 2019 presso la SNDO – School for New Dance Development di Amsterdam. Ha debuttato ai Tanztage di Berlino con la performance Kirkpinar (coproduzione Sophiensaele) ed è stat* invitat* a partecipare al programma Disappearing Berlin presso lo Schinkel Pavillon di Berlino e al festival Radikal Jung presso il Volkstheater di Monaco di Baviera. È artista invitat* nell’ambito del Favoriten Festival 2020 nella città di Dortmund e presso il Teatro Neumarkt di Zurigo. caner ha realizzato performance al centro d’arte Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen, Museum Abteiberg Mönchengladbach, tanzhaus NRW ed è borsista della Fondazione Norbert Janssen di Monaco di Baviera. Nel 2020 ha ricevuto il Premio per le Arti visive della Città di Düsseldorf ed è stat* student* invitat* presso il Centro coreografico PACT Zollverein di Essen. 
 


Juliette Minchin

Juliette Minchin Juliette Minchin | © Wilfrid Gremillet Nata nel 1992, Juliette Minchin vive a Parigi dove si dedica alla scultura, all’installazione, al video e al disegno. Diplomata in scenografia presso la Scuola Superiore di arti decorative e dell’Accademia di belle arti di Parigi, compone le sue opere lavorando la materia, la luce, la dimensione olfattiva e il suono. Nel suo lavoro esplora i concetti connessi al tema della trasformazione. Testimonianze del trascorrere del tempo, le sue opere sono declinate in serie, presentate in condizioni diverse, giocando su una ambiguità fondamentale: nascita della materia o morte della forma, l’inizio e la fine si confondono. L’utilizzo di materiali naturali (come la terra o la cera) conferisce alle sue sculture una dimensione innegabilmente vivente, dove la superficie richiama l’aspetto della pelle. Ad oggi, l’elemento della cera è al centro del suo lavoro: riattivata all’infinito, la stessa cera è utilizzata e rifusa per comporre le opere successive, come l’anima lascia un corpo per un altro. Il suo lavoro si distrugge e rinasce come un mandala tibetano: la ripetizione di uno stesso gesto e l’evoluzione aleatoria della materia conferiscono una portata processuale. L’artista immerge il visitatore invitandolo all’introspezione, facendo in modo che l’esperienza si riveli potenzialmente esoterica. Gli spazi effimeri creati da Juliette Minchin possono essere percepiti come dei luoghi rituali: il repertorio di forme ieratiche e sacre, tratte da archetipi comuni a diverse culture, risveglia presso l’osservatore dei riflessi animisti, mistici o spirituali, che evocano nella materie una forma di trascendenza.
 

I mentori

ANDREA LISSONI

Andrea Lissoni, künstlerischer Leiter des Hauses der Kunst München Andrea Lissoni, künstlerischer Leiter des Hauses der Kunst München | © Maximilian Geuter “Le arti del presente vivono sui bordi, geografici, culturali, sociali e disciplinari. Esistono e resistono con gioia, energia, radicalità e si radicano nel valore che l’ultimo anno ha drammaticamente proposto come il più importate: la comunità. L’Europa sta attraversando una trasformazione culturale, sociale ed artistica straordinaria e troppo dirompente per potere essere ignorata. Sono entusiasta di contribuire a Bottega Atelier Panormos, un progetto su un luogo, un tempo, un modo e in una città unica, dove ospitare l’arte del presente non può che generare i fondamenti di quella futura. E, inevitabilmente, del futuro in generale.”
 
Andrea Lissoni, PhD, è direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco di Baviera da aprile 2020. Già senior curator presso il dipartimento di Arte e Film Internazionale presso la Tate Modern di Londra, e precedentemente curatore presso l’Hangar Bicocca di Milano (2009-2013), è co-fondatore del collettivo artistico indipendente Xing e co-direttore del festival internazionale Netmage di Bologna. Nel 2012 ha co-fondato Vdrome, un programma di proiezioni online per artisti e registi, di cui è tutt’oggi uno dei curatori.
 
Ha inaugurato il Cinema Programme presso la Tate Modern, un’esposizione che si sviluppa nel corso dell’anno. Ha co-curato il programma dell’inaugurazione del nuovo edificio del museo nel 2016, la Live Exhibition del 2017 e del 2018, la Turbine Hall Commission di Philippe Parreno (2016) e la mostra personale di Joan Jonas (2018). È stato co-curatore della Biennale de l’Image en Mouvement The Sound of Screens imploding organizzata dal centro d’arte contemporanea di Ginevra/OGR Torino nel 2018. Nel 2019 ha contribuito all’inaugurazione internazionale del CCA di Tashkent, primo centro d’arte contemporanea in Uzbekistan, dove ha curato l’esposizione personale di Saodat Ismailova Qo’rg’on Chiroq. Più recentemente, ha curato l’esposizione Bruce Nauman presso la Tate Mordern di Londra (2020-2021), mostra itinerante che verrà successivamente esposta presso il Museo Stedelijk di Amsterdam e all’Hangar Bicocca di Milano).

Chiara Parisi

Chiara Parisi, Leiterin des Centre Pompidou-Metz Chiara Parisi, Leiterin des Centre Pompidou-Metz | © Philippe Lévy “L’Atelier Panormos è un po’ un luogo che si fa opera, un punto di domanda nella città di Palermo, per intercettare le tendenze contemporanee sfidando l’ortodossia dei “luoghi deputati”. Un luogo a prova di ogni pubblico, mettendo gli artisti al centro: un cantiere perenne, una baia dedicata all’edificazione di quell’architettura interminabile e indefinibile che è l’arte.”
 
Chiara Parisi dirige il Centre Pompidou-Metz da dicembre 2019. Storica dell’Arte, ha ottenuto un dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma, dove ha insegnato Storia dell’arte moderna e contemporanea, Storia dell’architettura e del design industriale. Dal 2004 al 2011 dirige il Centre internazionale d’Arte e di Paesaggio dell’isola di Vassivière, dando vita a una serie di progetti inediti e realizzando le prime mostre monografiche mai esposte in Francia di una serie di artisti. Nel 2011 è nominata Direttrice dei Programmi Culturali presso la Monnaie di Parigi, dove nel 2014 cura l’esposizione inauguratrice Chocolate Factory di Paul McCarthy, presentata in concomitanza con la scultura monumentale Tree, esposta in Place Vendôme. Nel 2015 seguono le esposizioni di Marcel Broodthears, Take Me (I’m yours) di Christian Boltanski e Hans Ulrich Obrist. Nel 2016, le sale del Settecento della Monnaie presentano le opere di Jannis Kounellis, poi quelle di Bertrand Lavier e di Raymond Hains. La sua direzione artistica si conclude con la personale Not Afraid of Love, la più vasta esposizione di Maurizio Cattelan mai presentata in Europa, che segna la ripresa della produzione dell’artista. Nel 2017 è nominata curatrice presso Villa Medici, dove inaugura un ciclo di esposizioni personali dedicate a Annette Messager, Claire Tabouret e Yoko Ono, Elizabeth Peyton e Camille Claudel, Tatiana Trouvé, Katharina Grosse e Anne Patrick Poirier. È membro di numerosi comitati scientifici, tra i quali quello per il Ministero della Cultura, il Museo Nazionale di Montecarlo e il FRAC (Fondo regionale d’arte contemporanea) Franche-Comté.
 

Contatto

 

BIANCA BOZZEDA

Referente
KULTUR ENSEMBLE

Cantieri Culturali alla Zisa
Via Paolo Gili, 4
90138 Palermo
Tel.: +39 091 6528680
bianca.bozzeda@goethe.de
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