Accesso rapido:

Vai direttamente al contenuto (alt 1) Vai direttamente al primo livello di navigazione (alt 2)

Città da bollino rosso
Emergenza caldo e crisi climatica nelle città tedesche

Fotografia color seppia di pedone che cammina per strada sotto il sole, all'interno di una cornice dorata e due quadrati rossi, uno a sinistra e uno a destra.
Immagine (particolare) picture alliance/dpa | Julian Stratenschulte

È pronta la Germania ad affrontare il caldo da bollino rosso? Sì e no. Ecco le diverse situazioni e le misure che stanno adottando per contrastare l’emergenza caldo città come Stoccarda, Essen, Kassel e Lipsia.

Di Lena Maurer

Suolo rovente, aria che tremola sull’asfalto e il sudore che cola lungo la nuca ci fanno desiderare una bella siesta in ambienti oscurati o un tuffo in acqua fresca, mentre ci spingono ad evitare le passeggiate in centro, dove i posti ombreggiati sono rari quanto le oasi nel deserto. Se in Germania i nostri nonni dovevano spostarsi verso il sud dell’Europa per trovare temperature superiori ai 30°C, oggi, a causa dei cambiamenti climatici, il solleone sta avanzando anche qui.

Secondo un rapporto della World Weather Attribution, tra il mese di maggio del 2024 e lo stesso mese del 2025 in Germania si sono verificati 50 giorni di caldo torrido, 24 dei quali attribuibili ai cambiamenti climatici. La grande calura, poi, si ripercuote anche sulle persone, riducendone la capacità di concentrazione e rendendole più irritabili, tanto che anche la violenza domestica risulta in aumento. E non dimentichiamo che per anziani, malati e bambini, il caldo può anche rivelarsi letale: secondo uno studio dell’Ufficio Federale per l’ambiente, nel 2024 in Germania le vittime delle alte temperature sono state circa 3.000.

Il caldo colpisce particolarmente le città per via delle isole di calore urbane, che possono innalzare la temperatura dell’aria di oltre 5°C rispetto alle zone rurali circostanti. Le cause sono molteplici: ad esempio, l’asfalto e il cemento che immagazzinano il calore durante il giorno e lo rilasciano nell’ambiente durante la notte. Inoltre, le città hanno spesso meno aree verdi in grado di assorbire i raggi solari.

In Germania, il 71% della popolazione vive in città. Sebbene le isole di calore possano diventare un problema ovunque, le città devono fare i conti con condizioni molto diverse. Prendiamo in considerazione Stoccarda, Essen, Kassel e Lipsia, e vedremo come le differenze geografiche e le conseguenze della storia tedesca influiscono sull’innalzamento o sull’abbassamento delle temperature.

Stoccarda e la sua conca

Stoccarda vista dall'alto, costruita in una conca, con i pendii coltivati attorno alla città e il fiume che la attraversa. Foto (particolare): mauritius images / Westend61 / Werner Dieterich

Stoccarda, capitale del Land Baden-Württemberg, è una delle città più calde della Germania. Già secoli fa, il clima mite aveva spinto i Romani a coltivare la vite attorno alla conca in cui sorgeva la città. Il cambiamento climatico, però, sta facendo salire le temperature, rendendole da miti a calde e, secondo gli attuali  modelli previsionali, tra cinquant’anni il clima potrebbe addirittura somigliare a quello di Roma, facendo registrare già nel 2049 temperature oltre i 30°C fino a 70 giorni all’anno.

Stoccarda deve contrastare questa tendenza e in effetti si sta impegnando in questo senso: nel 1997 il Consiglio comunale ha approvato un piano di tutela del clima e nel corso degli anni sono state aggiunte misure mirate alla protezione dal caldo, come interventi di depavimentazione urbana, con rimozione di asfalto e cemento e sostituzione di questi ultimi mediante aree verdi. Un’analisi condotta da Correctiv rivela che tra il 2018 e il 2024 a Stoccarda è stato aggiunto 1 km² di spazi verdi, ma anche che è stato pavimentato 1 km². Rispetto alle città di Lipsia (+6 km² di nuova pavimentazione urbana) e Amburgo (+14 km² di nuova pavimentazione urbana), si tratta di un bilancio piuttosto positivo. La depavimentazione ha interessato soprattutto il centro di Stoccarda, intensamente edificato, mentre la nuova pavimentazione ha riguardato più che altro i quartieri periferici, più ricchi.

I risultati di uno studio condotto in alcune città degli Stati Uniti mostrano una situazione diversa: le persone meno abbienti tendono a vivere in quartieri densamente edificati, pavimentati e privi di verde, mentre i quartieri più ricchi sono caratterizzati da una maggiore presenza di aree verdi. Sorprende quindi la situazione di Stoccarda, città spesso associata all’industria e alle automobili.

Essen e la disuguaglianza sociale

Foto dello skyline della città di Essen sotto un cielo nuvoloso, all'interno di una cornice dorata e con una fascia verticale rossa. Foto (particolare): © mauritius images / Rupert Oberhäuser

A Essen è fortemente marcato il divario tra quartieri ricchi e quartieri poveri: il centro e la parte nord della città sono per lo più intensamente edificati, e quindi più caldi rispetto al quartiere più ricco, che si trova a sud della città. Nell’area urbana, il numero di notti calde, ossia con temperature superiori ai 20°C, varia da due a undici giorni. Questa situazione di partenza viene poi acuita da fattori economici, come ad esempio la possibilità o meno di permettersi un impianto di climatizzazione.

Il nord di Essen, tuttavia, può vantare l’innovativo progetto del “Centro verde” (Grüne Mitte), un moderno quartiere costruito su una vastissima area, in precedenza destinata a una stazione merci e trasformata in uno spazio a bassa densità di edificazione, con tetti verdi, un parco di quattro ettari e lunghi bacini idrici che raccolgono acqua piovana quasi tutto l’anno. Questa infrastruttura “blu” è particolarmente preziosa: le parti verdi sono infatti fino a 0,94°C più fresche rispetto alle aree urbane circostanti, mentre i bacini idrici hanno un potenziale di raffreddamento addirittura del 2,5°C.

Tuttavia, non è sempre facile piantare alberi o creare specchi d’acqua: nelle superfici disponibili, nuovi potenziali spazi verdi si trovano a dover competere con quelli da destinare a uso abitativo o commerciale, oltre al fatto che, nei quartieri densamente edificati, strade, cavi e rete fognaria rendono spesso impossibile piantare degli alberi, e che per ottenere un effettivo raffreddamento non può bastare l’inserimento di qualche pianta, ma occorre un piano capillare di rinverdimento. Per questo, la città di Essen ha predisposto un masterplan del verde pubblico che sarà interessante monitorare nel corso dei prossimi anni.

Kassel, città a misura di auto

Vista aerea della città di Kassel, con le strade che la attraversano ordinatamente e i binari ferroviari che la circondano, all'interno di una cornice dorata Foto (particolare): © mauritius images / Hans Blossey

Kassel era caratterizzata dalle tipiche case a graticcio di epoca medievale, fin quando il bombardamento del 22 ottobre 1943 distrusse il 97% del centro storico. Dopo la Seconda Guerra mondiale, con la città ridotta a un cumulo di macerie, bisognava prendere una decisione: ricostruirla fedelmente, oppure riprogettarla all’insegna della modernità?

Optando per la seconda soluzione, Kassel venne trasformata in una città “a misura di auto”: gli urbanisti garantirono agli automobilisti una guida libera e agevole, convogliando i pedoni agli incroci mediante sottopassaggi e creando parallelamente zone pedonali e specifiche aree verdi, con l’intento di separare in maniera funzionale le necessità abitative, lavorative, ricreative e di circolazione urbana.

Questi piani del dopoguerra sono tuttora ben visibili: le ampie strade causano inquinamento acustico e atmosferico, favorendo la formazione di isole di calore a causa della pavimentazione, e sebbene non siano poi così scarsi gli spazi verdi, giardini e parchi non sono distribuiti in modo uniforme, e in alcuni quartieri scarseggiano fortemente gli spazi ricreativi. La città è ben conscia della propria situazione e sta tentando di porvi rimedio attraverso l’iniziativa Smart City Kassel e il progetto intitolato “Alberi per Kassel” (Hausbäume für Kassel), nell’ambito del quale vengono regalati alberi adattati al clima.

Resta da vedere se la Kassel “a misura di auto” potrà trasformarsi rapidamente in una città rispettosa del clima.

Lipsia, città in espansione

Fotografia aerea della città di Lipsia, con i suoi edifici e un grande parco sullo sfondo, all'interno di una cornice dorata. Foto (particolare) © mauritius images / Westend61 / Werner Dieterich

Secondo un check del calore effettuato nel 2024 dalla DUH – Deutsche Umwelthilfe, Lipsia è stata una delle città che hanno ottenuto una “carta verde” rispetto alla pavimentazione e alla dotazione di aree verdi, grazie al bosco ripariale che attraversa l’area urbana. Tuttavia, se si tiene conto della distribuzione della popolazione, come ha fatto la DUH nel recente check del calore 2.0, si nota chiaramente che la maggior parte degli abitanti di Lipsia vive in zone colpite da calore medio-forte. Inoltre, secondo un sondaggio, la maggioranza della popolazione di Lipsia percepisce più intensamente il calore in città ed è favorevole a ulteriori misure di protezione.

Un problema che riguarda anche Lipsia sta nel fatto che la città, considerata verde, in estate si surriscalda comunque: come Kassel, anche Lipsia è dotata di grandi parchi, ma gli alberi e gli spazi verdi sono troppo concentrati per poter avere effetti positivi in tutti i quartieri. Per questo motivo, analizzando la maggior parte delle statistiche, è importante esaminare più dettagliatamente le varie caratteristiche.

Lipsia, infatti, da molti anni è tra le città tedesche in più rapida espansione: aumentano le aziende che la scelgono come sede, aumenta la popolazione che vi si trasferisce e di conseguenza aumenta la domanda di nuove aree residenziali e commerciali. L’adattamento al calore, quindi, diventa una sfida perché le aree verdi si trovano a dover competere con i nuovi progetti edilizi. Secondo Correctiv, tra il 2018 e il 2024 a Lipsia la percentuale di superfici cementificate e asfaltate è aumentata di 6 km².

E come reagisce la città? Un piano d’azione contro il caldo approvato dal Consiglio comunale prevede, tra l’altro, un’app di allerta in caso di emergenza caldo, campagne informative sui comportamenti da seguire per fronteggiare le ondate di calore, l’ampliamento dell’offerta di acqua potabile pubblica e una mappa dei luoghi freschi. Verrà inoltre sviluppata una strategia con l’obiettivo di azzerare il bilancio della pavimentazione entro il 2030, nel senso che la superficie di nuova pavimentazione dovrà essere compensata con altrettanta superficie depavimentata.

Attualmente, però, la città è ben lontana dall’obiettivo del bilancio zero nella pavimentazione, oltre al fatto che non si prevede una diminuzione dell’espansione urbana. In tempi di riscaldamento globale si tratta di una vera e propria sfida.

Top