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Paula Modersohn-Becker
Una carriera breve, ma di grande impatto

La pittrice espressionista Paula Modersohn-Becker, nata a Dresda nel 1876, era un’anticonformista. Furono in pochi, quando era in vita, a riconoscere l’importanza della sua opera.

Di Annette Volland

Paula Modersohn-Becker (1876-1907), pioniera dell’espressionismo prematuramente scomparsa, ha sviluppato uno stile personale e innovativo nella sua patria d’adozione, la colonia di artisti di Worpswede, traendo ispirazione anche da numerosi soggiorni a Parigi. È stata la prima artista donna al mondo alla quale sia stato dedicato un museo, il Paula Modersohn-Becker-Museum di Brema, istituito nel 1927. 

Discriminata come donna

Paula Becker nasce a Dresda l’8 febbraio 1876 da una donna di origini nobili e un ingegnere cosmopolita. Nel 1888 la sua famiglia si trasferisce a Brema, dove il padre ha assunto un ruolo dirigenziale nell’edilizia pubblica e la madre coltiva numerose amicizie nei circoli artistici del posto. Paula inizia presto a prendere lezioni di arte e, dopo aver completato la formazione come insegnante, a Berlino frequenta una scuola di pittura per artiste, senza tuttavia poter accedere a un’Accademia di Belle Arti, all’epoca preclusa alle donne.
Edificio del Paula Modersohn-Becker Museum, in Böttcherstraße 8, Brema.

Paula Modersohn-Becker Museum – Böttcherstraße 8, Brema | Foto: © public domain

Il fascino di Worpswede

Nell’estate del 1897, Paula Becker si reca per la prima volta a Worpswede, dove la colpiscono profondamente sia la magia del posto e del paesaggio circostante, sia la colonia di artisti che lì vive e lavora. Nel giro di un anno, entra a farne parte lei stessa e comincia a frequentare Fritz Mackensen come allieva, ma anche Otto Modersohn, Hans am Ende e Heinrich Vogeler. La sua permanenza a Worpswede viene spesso inframezzata da lunghi soggiorni nel mondo artistico di Parigi, pur restando Worpswede la sua principale residenza per tutta la vita. Paula Becker stringe amicizie con pittori e scultori, poeti come Gerhart Hauptmann e Rainer Maria Rilke, ma a parte Modersohn, all’epoca sono in pochi a rendersi conto del suo talento.

Matrimonio tra artisti

Nel maggio 1901, venticinquenne, sposa a Worpswede il pittore Otto Modersohn, recentemente rimasto vedovo. Il matrimonio le permette di non dover lavorare come insegnante, una delle poche professioni concesse alle donne, per guadagnarsi da vivere. Si impegna quindi a conciliare l’attività artistica con i propri doveri di casalinga e matrigna della bambina di suo marito. Non dipinge a casa, ma nel proprio atelier, il “Lilienatelier” del Brünjes-Hof di Worpswede, dove può lavorare, leggere e riflettere indisturbata. È qui che nascono numerose opere, che amici e parenti scopriranno solo dopo la sua morte e susciteranno poi grande ammirazione.

Da Worpswede a Parigi

Ben presto Paula si orienta piuttosto verso gli artisti parigini, Paul Cézanne e Paul Gauguin, mentre Otto Modersohn, più legato all’ambiente locale, resta fedele alla tradizione ottocentesca. Cominciando a sentirsi sola e soffocata dalla vita matrimoniale e da Worpswede, nonostante avesse sperato di poter amare il marito e ottenere riconoscimento sia come artista, sia come madre, nel 1906 lascia Modersohn e si trasferisce a Parigi, dove però non trova sollievo emotivo. In piena crisi esistenziale e sostenuta comunque da Modersohn dal punto di vista economico, a Parigi dipinge le sue opere più famose e all’avanguardia, ma sprofonda in uno stato d’angoscia.

Autoritratti di nudo artistico

Nel 1906, mentre cerca di rendersi indipendente, realizza i primi autoritratti di nudo artistico della storia, per l’epoca estremamente anticonvenzionali. Nel 1907 torna a Worpswede, riconciliandosi con il marito. Il 2 novembre di quell’anno nasce la figlia Mathilde, ma si tratta di un parto difficile e il 20 novembre 1907 muore per un’embolia. Si dice che le sue ultime parole, raccolte dal marito, siano state: «Che peccato».
Autoritratto di nudo artistico a mezzo busto con collana di ambra

Autoritratto di nudo artistico a mezzo busto con collana di ambra II (1906) | Foto: Paula-Modersohn-Becker-Stiftung, Brema

Uno stile non convenzionale

In vita, Paula Modersohn-Becker vende solo cinque dei suoi circa 750 dipinti. Dopo la sua morte, Otto Modersohn e Heinrich Vogeler fanno in modo che le sue opere vengano esposte in mostre, e così i primi collezionisti si interessano alla sua pittura, ad esempio l’imprenditore del caffè HAG Ludwig Roselius, iniziatore del Museo Paula Modersohn-Becker di Brema, inaugurato nel 1927.

L’opera di Paula Modersohn-Becker comprende paesaggi, nature morte, raffigurazioni di bambini, ritratti e numerosi autoritratti. Le sue scene contadine non sono romantiche, ma nemmeno improntate alla denuncia sociale: l’artista apprezza la semplicità dei soggetti ed è interessata alla forma, alla superficie e alla costruzione, realizzando uno stile del tutto diverso da quello della pittura allora dominante. Solo in seguito, gli storici dell’arte riconosceranno delle affinità con le opere giovanili del contemporaneo Pablo Picasso (1881-1973).

Testo tratto da un articolo originale dell’emittente NDR (lievemente adattato a livello redazionale). Si ringrazia la NDR per aver messo a disposizione l’articolo originale.

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