La mediazione linguistica Ben più della classica traduzione o dell’interpretariato

Le stazioni ferroviarie sono spesso scenario di mediazione linguistica.
Dialogo in stazione | Foto: Halfpoint © Adobe Stock

La mediazione linguistica è la sesta competenza del Quadro comune europeo di riferimento. Perché è diventata così importante e come può essere integrata nell’insegnamento?

“Mediazione linguistica” è un termine generico per definire qualsiasi tipo di traduzione di un testo da una lingua a un’altra. In tale contesto assume un’importanza crescente  il concetto di trasposizione discrezionale, incentrata su una trasmissione che consideri sia il contesto che i destinatari. Malgrado il concetto comprenda anche la traduzione “letterale classica”, questa viene praticata sempre più raramente e quasi sempre solo quando si tratta di mettere in contrasto le strutture linguistiche.  Negli ultimi decenni la traduzione aveva già assunto una sua posizione indiscussa nell’insegnamento delle lingue straniere nei vari stati federali tedeschi: ma è solo a partire dalla pubblicazione del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) che i docenti hanno cominciato a considerare anche le forme più libere della mediazione linguistica o della trasposizione di un testo. Da questo punto in poi anche i docenti di lingue straniere hanno iniziato ad interessarsi della teoria e della prassi nella mediazione linguistica (vedi Kolb 2016).
 
A partire dall’anno 2000, la mediazione linguistica nell’insegnamento delle lingue straniere si è evoluta passando dal criterio dell’equivalenza inteso come “flessibile quanto necessario e il più letterale possibile” a quello dell’adeguatezza. Con il termine generico della “teoria dello skopos”, Katharina Reiss e Hans Vermeer hanno formulato fin dal 1984 l’importanza del criterio di adeguatezza nell’ambito delle traduzioni. Nell’insegnamento delle lingue straniere è significativo in primo luogo il riferimentoi al contesto e ai destinatari.

LA RILEVANZA NELLA QUOTIDIANITÀ

Nella loro quotidianità, gli studenti plurilingue vivono situazioni di mediazione linguistica con altrettanta – se non maggiore – frequenza rispetto alle situazioni di conversazione monolinguistica nella lingua destinataria.  Mentre incontrano raramente gli studenti di lingue straniere (per lo più in occasione degli scambi interculturali o dei soggiorni di studio all’estero), nella vita privata e in quella professionale sono spesso gli unici esperti nelle lingue straniere (soprattutto quando conoscono quelle meno diffuse) e intervengono dunque di frequente in qualità di mediatori linguistici e culturali. In tali occasioni raramente si chiede all’esperto nelle lingue una traduzione letterale ma piuttosto un riassunto fluido delle parti importanti del testo nell’altra lingua.

I docenti possono adottare in maniera sensata le forme più libere della mediazione linguistica anche nella lezione di tedesco come lingua straniera (DaF) o di tedesco come seconda lingua (DaZ): e ciò può avvenire includendo le prime lingue anche in gruppi didattici linguisticamente eterogenei, con lo scopo di rafforzare la comprensione e creare situazioni realistiche di mediazione linguistica atte a rivalutare le competenze linguistiche di tutti gli studenti  per stimolare più globalmente la motivazione. Poiché così facendo si agevola la mediazione non solo linguistica ma anche culturale, la prima diventa un’area privilegiata dell’apprendimento sia interculturale che transculturale. Grazie alla sua attinenza alla vita quotidiana nella sua complessità, la mediazione linguistica mette a disposizione svariate attività adeguate all’insegnamento orientato sulle competenze e sui progetti mirati (Reimann 2013: 212).
  Se un’alunna riassume in tedesco una storia che è stata letta in inglese, anche lei fa mediazione linguistica. Un’insegnante legge qualcosa ai suoi giovani allievi | Foto: WavebreakMediaMicro © Adobe Stock

VARIE ATTIVITÀ DI MEDIAZIONE LINGUISTICA

In sostanza possiamo distinguere tre forme basilari della mediazione linguistica flessibile: riassunto, parafrasi (riformulazione per facilitare la comprensione) e interpretariato informale. Nel caso del riassunto e della parafrasi si può pensare a qualsiasi tipo di combinazione, vale a dire da scritto a scritto, da orale a orale, da scritto a orale e da orale a orale. Disponiamo dunque di complessivamente nove tipi di potenziale attività di mediazione linguistica.

CONSIGLI METODOLOGICI

I docenti dovrebbero concepire l’attività didattica tenendo conto del contesto e dei destinatari: idealmente dovrebbero  comunque anche prevedere il confronto con un quesito (inter)culturale  per poter così usufruire al meglio delle potenzialità della mediazione linguistica. Si può anche contemplare una trasformazione del tipo di testo.
 
Proprio per questo, l’attività di mediazione linguistica proficua si distingue dal mero esercizio di traduzione o dalla trasposizione fine a sé stessa. Vale la pena mettere in guardia contro le eventuali esercitazioni decontestualizzate come ad esempio “riassumi in tedesco questo testo” oppure contro i cosiddetti “esercizi di intepretariato” presenti in numerosi libri di testo meno recenti, che devono essere affrontati per iscritto e spesso secondo direttive assai rigide. Essi contraddicono non solo la definizione dell’interpretariato come forma di trasmissione orale ma sfociano di frequente in traduzioni letterali. Questo genere di attività conduce nel migliore dei casi ad un interpretariato informale mentre la preparazione alla mediazione linguistica esige una sufficiente esercitazione sulle strategie di compensazione linguistica (Zweck 2010: 9).
 
Risulta appropriato inserire le attività di mediazione linguistica all’interno di consegne didattiche più complesse per garantire il contesto, offrire informazioni oggettive sui retroscena  ma anche per mettere a disposizione i mezzi linguistici necessari per assolvere il compito con successo.
 
Segue un esempio di attività di mediazione linguistica per una lezione all’estero di tedesco come lingua straniera:
 

Lavorate per la redazione di un programma radiofonico che intende far conoscere la musica internazionale presso il pubblico portoghese e state preparando una puntata sulla musica in lingua tedesca. 
Riassumete il testo delle seguenti canzoni e le informazioni che riuscite a trovare in internet sui vari cantanti/gruppi (al massimo 100 parole per i testi e altrettante per i cantanti/gruppi).
Disponete di 30 secondi al massimo (cronometrati!) per la vostra presentazione orale.

 

Bibliografia

  • Kolb, Elisabeth (2016): Sprachmittlung. Studien zur Modellierung einer komplexen Kompetenz. Münster/New York: Waxmann.
  • Reimann, Daniel (2016): Sprachmittlung (= narr Starter). Tübingen: Narr.
  • Reimann, Daniel (2013): Evaluation mündlicher Sprachmittlungskompetenz. Entwicklung von Deskriptoren auf translationswissenschaftlicher Grundlage. In: Reimann, Daniel/Rössler, Andrea (ed.): Sprachmittlung im Fremdsprachenunterricht. Tübingen: Narr, pagg. 194-226.
  • Reiss, Katharina/Vermeer, Hans J. (1984): Grundlegung einer allgemeinen Translationstheorie. Tübingen: Niemeyer.
  • Rössler, Andrea (2008): Die sechste Fertigkeit? Zum didaktischen Potenzial von Sprachmittlungsaufgaben im Französischunterricht. In: Zeitschrift für Romanische Sprachen und ihre Didaktik a. II, quad. 1, pagg. 53-77.
  • Zweck, Corinna (2010): Umschreiben, vereinfachen, Beispiele geben. Strategien zur Sprachmittlung trainieren. In: Der fremdsprachliche Unterricht Französisch quad. 108, pagg. 8-17.