La residenza La Bottega offre a talenti provenienti dalla Germania e dalla Francia un periodo di ricerca a stretto contatto con le realtà artistiche e culturali di Palermo. Uno studio di 115m2 all'interno dei Cantieri Culturali alla Zisa permette di avere uno spazio di lavoro condiviso.
È possibile partecipare alla residenza tramite i bandi annuali riservati ad artiste e artisti di età non superiore ai 35 anni. Personalità affermate del mondo dell'arte e della cultura possono partecipare alla residenza su invito.
Condizioni per l'ammissibilità
Possono candidarsi giovani talenti provenienti da Germania, Francia e Italia. La partecipazione di coppie artistiche è particolarmente incoraggiata. Sarà riservata particolare attenzione ai progetti che promuovono lo scambio artistico tra i due Paesi fondatori del programma (Francia e Germania) e Palermo, la Sicilia e l'Italia.
Personalità affermate del mondo dell'arte e della cultura di età superiore ai 35 anni possono partecipare alla residenza su invito.
Viaggio di andata e ritorno tra la Germania o la Francia e Palermo. I viaggi in treno e/o in nave sono, ove possibile, particolarmente incentivati
Borsa di studio pari a 1.500 euro a persona al mese
Alloggio in un appartamento indipendente o presso un partner istituzionale
Budget fino a 500 euro per le spese di ricerca, creazione e produzione del progetto; le spese a carico di tale budget devono essere concordate in anticipo.
Accesso a uno spazio di lavoro comune nella Bottega, uno studio artistico di 115 metri quadrati situato nell'area dei Cantieri Culturali alla Zisa
Supporto per stabilire contatti con la scena artistica e culturale locale
Tariffe ridotte per la partecipazione a un corso di italiano presso l'Università di Palermo
Le/i partecipanti al programma di residenza per giovani al di sotto dei 35 anni vengono selezionat* da una giuria composta da rappresentanti del Goethe-Institut di Palermo e dell’Institut français di Palermo, nonché da personalità esperte nel campo dell’arte e della cultura italiana. I criteri per la selezione sono indicati nel bando e comprendono:
- Progetto legato a Palermo, alla Sicilia o all’area mediterranea
- Disponibilità a partecipare ad almeno due attività didattiche (presentazione del lavoro, workshop con le scuole di Palermo). Se possibile, assenza di altri impegni professionali
Artist* con più di 35 anni possono partecipare alla residenza su invito.
Per artist* di età inferiore ai 35 anni, tutti i documenti sono indicati nel bando. Essi comprendono:
- Certificato di assicurazione di responsabilità civile valida all'estero per tutta la durata della residenza
- Certificato di residenza nel caso di residenza non in italia
- Curriculum vitae (max. due pagine a persona) di tutte le persone coinvolte nel progetto, con indicazione dei dati di contatto e della data di nascita
- Descrizione del progetto
- Portfolio (max. cinque pagine) in cui viene presentata la pratica artistica e/o la ricerca dei candidati
Tutti i documenti devono essere raccolti in un unico file PDF. Le candidature devono essere presentate in duplice copia, una in tedesco o francese, l'altra in inglese.
Artist* di età superiore ai 35 anni sono invitat* a trasmettere tramite mail il loro portfolio comprensivo della proposta di progetto.
Prossimi bandi
Il bando per candidarsi alle residenze 2026 dedicate a giovani talenti con meno di 35 anni è scaduto il 28 febbraio. I bandi per le residenze 2027 verranno pubblicati qui tra dicembre 2026 e gennaio 2027.
Personalità affermate del mondo dell'arte e della cultura con più di 35 anni possono partecipare alla residenza su invito.
La scrittrice Annabelle Hirsch ha studiato storia dell'arte, scienze teatrali e filosofia a Monaco di Baviera e a Parigi. Di origini franco-tedesche, dopo un periodo trascorso a Roma, vive a Berlino e lavora come giornalista freelance per DIE ZEIT, FAS/FAZ e Weltkunst. È autrice di racconti brevi e saggistica, e si occupa di traduzione.
Il suo libro Die Dinge. Eine Geschichte der Frauen in 100 Objekten (“Una storia delle donne in 100 oggetti”, Kein & Aber, 2022) ripercorre storie e ruoli delle donne attraverso cento oggetti, dal Papiro di Saffo risalente al VII secolo a.C. ai guanti di Caterina de’ Medici; dalla moneta contro la schiavitù dedicata a Sojourner Truth, nata schiava nella periferia newyorkese di fine Settecento, fino alla Costituzione della Repubblica italiana e al ruolo delle “Madri Costituenti”.
Il libro è stato tradotto in 15 lingue, tra cui l'italiano con la casa editrice Corbaccio, l'inglese e l'americano con Canongate e Crown Publishing, e il francese con la casa editrice Les Arènes. Nel 2025, il suo libro Der Teller (“Il piatto”, Residenz Verlag, 2023) è stato pubblicato in italiano dalla casa editrice Corbaccio. Attualmente, l’autrice sta lavorando al suo prossimo lavoro, che sarà dedicato alla correlazione tra corpi femminili e il cibo, l'appetito e la ricerca dell'autodeterminazione. Quest’opera indagherà inoltre le abitudini alimentari delle donne attraverso epoche diverse, il rapporto fisico alla spiritualità, in particolare tra le donne del cristianesimo, le sante, le mistiche e le prime martiri.
Con la gentile autorizzazione di M. Éric RondepierreIl progetto Inferno Kabarett consiste nel realizzare uno spettacolo di cabaret basato sul racconto della giornata del 22 marzo 1933 che l'archeologo italiano Ranuccio Bianchi Bandinelli trascorse in compagnia di Guglielmo II. Un’esperienza riportata nel diario personale del professore, Diario di un borghese.
Una prima presentazione del lavoro in corso di sviluppo si terrà il 16 aprile presso la Bottega.
Il 22 marzo 1933, R. B. Bandinelli è invitato a recarsi dall’imperatore tedesco Guglielmo II, in esilio in Olanda dal 1920, per conversare con lui di arte e archeologia. Il giorno prima a Berlino, il 21 marzo, meno di un mese dopo l’incendio del Reichstag, Hitler e i nazisti hanno preso il potere. Nel frattempo, di cosa si parla, cosa succede nel palazzo imperiale?
Il quadro della sua corte tracciato da R. B. Bandinelli è assolutamente impressionante. Convenzioni polverose dei secoli passati, parrucche e volti incipriati, maschere e costumi inamidati, inchini e sussurri, stoviglie d’oro e di cristallo… nulla deve turbare le meditazioni, il ritiro e i monologhi di Sua Maestà che, partendo dalle proprie impressioni e fantasticherie, infligge a questa corte ammutolita discorsi interminabili e vuoti sulle civiltà, su Dio e su… se stesso.
Tratto da Intermezzo agli inferi / Incontro col Kaiser di Ranuccio Bianchi Bandinelli in Diario di un borghese (Editori Riuniti, 1962 - seconda edizione).
Adattamento e regia di Noël Casale (Théatre du Commun, Corsica)
Con Ernesto Tomasini
Scenografia e costumi di Cecilia Galli.
Spettacolo in lingua italiana e tedesca.
Inferno Kabarett sarà uno spettacolo da allestire ovunque. Dentro e fuori i teatri, al chiuso come all’aperto. Una scena-installazione minimale, chiaramente ispirata ai quadri di Francis Bacon. Si potrebbe pensare che siamo di fronte a una scatola vuota, una scatola per tornare indietro nel tempo.
All'ombra della parola cabaret, una pianista - Ornella Cerniglia - suona. Entra un uomo - Ernesto Tomasini. Ci invita ad ascoltare e a guardare ciò che in questa scatola, oppure in un’altra da immaginare, potrebbe riaffiorare dal passato (21 marzo 1933). Parla, recita, canta - ritorno delle maschere, dei fantasmi: Bandinelli, Guglielmo II, la sua corte e i criminali (che stanno salendo al potere in Germania) si trovano proiettati in una sorta di cabaret immaginario. Potrebbe allora accadere che il grottesco e la risata propri di questo genere rivelino le malefatte degli irresponsabili di un tempo, e ci portino a riflettere su quelle degli irresponsabili di oggi.
NOEL CASALE
Nato a Bastia in una famiglia di operai comunisti. Dall'età di 16 anni, lavora per quasi dieci anni nella marina mercantile e nel porto di Marsiglia come scaricatore di porto. Scopre il teatro a Parigi all'età di 25 anni.
Si forma nelle classi di Stuart Seide e Bernard Dort al Conservatorio Nazionale. Lavora in particolare sotto la direzione di Christian Benedetti, Agathe Alexis, Marie-Eve Edelstein, Marc François, Claude Régy, Pascal Omhovère, Xavier Marchand...
Dal 1995 ha adattato e messo in scena testi di Virginia Woolf, Leslie Kaplan, Marguerite Duras, Tarjei Vesaas, William Shakespeare, Pierre Corneille, Fontenelle, Joseph Conrad, Hans Magnus Enzensberger, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Sofocle, Dostoevskij, Thomas Bernhard e le sue stesse opere. Sostenuto in Corsica e altrove - La Fonderie a Le Mans, lo Studio-Théâtre di Vitry-sur-Seine, i C.D.N. di Gennevilliers, Montpellier e Strasburgo (T.J.P.), le Scènes Nationales di Dieppe e Fécamp, Les Labos d'Aubervilliers, Théâtres des Bernardines, Lenche, Joliette-Minoterie (Marsiglia), la Collectivité de Corse, il Théâtre de Bastia, il Teatro Argentina-Teatro Nazionale di Roma (Italia)…
Autore - Vincitore di borse di studio per la scrittura dell'istituto francese a Roma, New York e Il Cairo. Residenze di scrittura alla Chartreuse di Villeneuve les Avignon, a Marsiglia (Théâtre Joliette).
ERNESTO TOMASINI
Originario di Palermo. Vive a Londra da 33 anni. La sua carriera internazionale lo ha portato a esibirsi nei teatri e nei musei di 17 paesi. Nel Regno Unito ha interpretato ruoli principali con la compagnia di Lindsay Kemp, in spettacoli d'avanguardia, musical del West End e al Royal National Theater.
In Italia ha lavorato con i registi Roberta Torre, Marco Gandini e Franco Maresco, recitando esclusivamente in opere scritte appositamente per lui. È autore e interprete di cinque opere teatrali rappresentate in diversi paesi. Come cabarettista, è attualmente protagonista dell'esclusivo Crazy Coqs di Londra.
Si esibisce anche nei circuiti ufficiali e clandestini di Copenaghen, Parigi e Atene, solo per citarne tre. Si è esibito come performer alla Biennale di Berlino, alla Tate Britain e nei musei d'arte moderna di Buenos Aires, Bogotà, Mosca e molti altri.
Come attore cinematografico, televisivo e doppiatore, ha lavorato con registi vincitori di Oscar quali Alfonso Cuarón, James Ivory, Ridley Scott e Kevin Spacey. Come cantante («dotato di una voce straordinaria, con un'estensione vocale di quattro ottave " - RAI Radio 3), si è esibito in sale da concerto storiche, tra cui la Royal Albert Hall (Londra), la Volksbühne (Berlino) e la Sala Apolo (Barcellona), e ha collaborato con icone del pop e dell'elettronica come Marc Almond, Peter Christopherson, Current 93 e Man Parrish. La sua discografia comprende 18 album e una colonna sonora per Bruce La Bruce.
Tra le sue collaborazioni più recenti figurano quelle con il produttore Shackleton, al CaixaForum di Madrid e all'EYE di Amsterdam; con il direttore d'orchestra Omer Meir Wellber, al Teatro Massimo di Palermo e al Toscanini Festival di Parma; con il compositore Simon Fisher Turner, al Museo del Cinema di Torino.
Tomasini è l'unico italiano ad aver tenuto masterclass nei 121 anni di storia della Royal Academy of Dramatic Art. Ha insegnato recitazione in Spagna, Italia, Messico e India. È stato modello alla LFW, al Pitti Uomo e alla House of Fraser per stilisti come Nasir Mazhar e Carlo Volpi. Ha posato per pittori e fotografi come Hector De Gregorio.
CECILIA GALLI
Nata a Firenze nel 1988, Cecilia Galli vive e lavora in Francia come scenografa e costumista. Studia scenografia e costumi all'Accademia di Belle Arti di Firenze e si forma poi nei laboratori di scenografia e costumi di diversi teatri lirici italiani. Entra a far parte dell'École du Théâtre National di Strasburgo, dove si diploma nel 2016.
Lavora con diversi registi, tra cui Thomas Jolly, Caroline Guiela Nguyen, Julie Brochen, Christine Letailleur, Noël Casale, Estelle Savasta, Youssouf Abi-Ayad, Simon-Pierre Bestion, Lorraine de Sagazan, Regis Hébette, Jamie Bradley, Rachid Akbal, Elie Guillou, Benjamin Bouzy, Bianca Chillemi, Manon Worms, Floriane Comméléran, Olivier Lopez... Con Jeanne Désoubeaux lavora a creazioni di teatro lirico e musicale.
Dal 2019 utilizza il mezzo video per esplorare il linguaggio della danza, in relazione con un territorio. Partecipa al progetto Création en Cours degli Ateliers Médicis e realizza “Je viens”, un cortometraggio documentario sulla danza a Mayotte.
Fonda una compagnia di danza con il coreografo Amhed Mouhamed Faiz, chiamata TIARA, le cui creazioni sono legate ai diritti degli uomini e delle donne, alle questioni razziali e ai temi di attualità che ci riguardano. Il primo spettacolo “Shikandra - requiem pour une traversée” parla di esilio e identità.
Tracce di passaggio. Palinsesto tattile di Palermo
Con il sostegno dell'Ufficio Franco-Tedesco per la Gioventù (DFJW/OFAJ).
A Palermo, facciate, pietre del selciato e persino le parole testimoniano la lunga storia dei movimenti migratori nel Mediterraneo. Il dialetto siciliano, ad esempio, conserva ancora frammenti del lessico normanno che sono scomparsi dal francese odierno. Il progetto si propone di esplorare Palermo come un palinsesto in cui architettura, lingua e vita quotidiana si confondono. Gli artisti si interessano ai luoghi in cui i gesti quotidiani – camminare, toccare un muro, varcare una soglia – incontrano le tracce materiali della storia millenaria della città.
MARGAUX COMPTE-MERGIER
Margaux Compte-Mergier lavora tra Parigi e Berlino. Negli ultimi dieci anni ha sviluppato una pratica scultorea utilizzando materiali eterogenei tra cui resina, lattice, legno, metallo e silicone. Il suo lavoro esplora i processi di metamorfosi e ibridazione, dando origine a figure ambigue composte da frammenti di forme umane, animali e vegetali, nonché da oggetti ed elementi architettonici. Catturate in stati di trasformazione, queste forme evocano la fantascienza, la mitologia e le riflessioni contemporanee sulla definizione del vivente. Attingendo a motivi quotidiani e all’estetica dell’errore digitale, Margaux Compte-Mergier crea atmosfere perturbanti caratterizzate da un senso di “familiare stranezza”, evocando sia la vita intima sia immaginari collettivi di collasso.
Ha studiato all’EHESS di Parigi, dove ha conseguito un master in Teoria e pratica del linguaggio e delle arti. Partecipa regolarmente a mostre collettive in Francia, Germania, Spagna e Italia. È stata membro del collettivo berlinese Her Studio e ha svolto residenze artistiche al Centquatre-Paris nel 2022 e nel 2023. Tra le sue recenti mostre personali figurano (Ordinary) Metamorphoses al Centre d’Art Contemporain Tignous (Montreuil, Francia, 2023) e alla Exgirlfriend Gallery (Berlino, Germania, 2024), Antes el después alla RÍO & MEÑAKA (Madrid, Spagna, 2025), oltre a una presentazione all’Arco Lisboa (Lisbona, Portogallo, 2025) e a Matière Survivante con lo Studio Orma a Roma. In Spagna è rappresentata dalla RÍO & MEÑAKA Gallery.
PAVLOS IOANNIDES
Pavlos Ioannides (nato nel 1995 a Nicosia, Cipro) vive a Berlino e opera nell'ambito del disegno, dell’installazione, della fotografia e della scrittura. La sua pratica artistica indaga le condizioni di libertà e di divieto – personali e collettive – attraverso un confronto costante con i confini, le strutture spaziali e il loro impatto sul comportamento e sulla percezione. Essere cresciuto nella città divisa di Nicosia ha profondamente influenzato il suo approccio, mettendo in primo piano il modo in cui i sistemi politici e architettonici regolano i corpi, la memoria e il movimento. Lavorando con materiali come il carboncino, il metallo e i tessuti, costruisce installazioni che evocano muri, recinti e soglie.
Le sue opere recenti incorporano collaborazioni con membri della famiglia e materiali legati a luoghi specifici di Cipro, incorporando storie personali e collettive. Affrontando le tematiche dello sfollamento, l'identità queer e la resistenza, Ioannides considera la libertà non come un dato di fatto, ma come una pratica materiale e spaziale. Il suo lavoro è stato presentato, tra l’altro, al NiMAC di Nicosia, alla Zilberman Gallery di Berlino, alla AOA;87 Gallery di Berlino e a Villa Arson a Nizza. Ha conseguito un Master of Fine Arts presso Villa Arson a Nizza.
Residenti 2025
Attorno a noi il mare
In un progetto che esplora lo stato degli habitat marini, lo sfruttamento delle risorse (in particolare attraverso la pesca), il passato e il possibile futuro del Mar Mediterraneo, Katharina Ziemke e Mélodie Richard congiungono due diverse modalità di relazionarsi al mondo, quella artistica e quella scientifica. La loro ricerca prevede interviste ai ricercatori e alle ricercatrici della Stazione Zoologica Anton Dohrn (con la particolare collaborazione della Prima Ricercatrice Sylvaine Giakoumi), ai responsabili delle aree marine protette e ai pescatori, oltre a registrazioni audio e disegni realizzati sul posto. Il risultato della loro ricerca verrà presentato sotto forma di installazione videosonora.
L'immagine video, fluida e mutevole, è creata dall'artista visiva Katharina Ziemke con inchiostro pigmentato su carta di riso. Filmati attraverso una lastra di vetro, i disegni si espandono e sembrano vivi, richiamando i movimenti del mare . Sarà accompagnata da un'installazione sonora in cui le voci (testimonianze scientifiche e personali) si mescolano a quella dell'attrice Mélodie Richard, che guida il pubblico nelle profondità del mondo marino. Le sfide ecologiche vengono così affrontate da una prospettiva insolita e poetica. Avvicinando i campi della scienza e dell'arte visiva, il duo di artiste cerca di cogliere la portata emotiva dei fenomeni legati al mare, sostenendo la divulgazione delle scoperte scientifiche con l’intento di aumentare la sensibilizzazione pubblica su questi temi.
Si tratta della seconda collaborazione tra Katharina Ziemke e Mélodie Richard. Il loro primo lavoro comune era incentrato su Marie Phisalix, la prima donna scienziata a lavorare al Museo di Storia Naturale di Parigi. La residenza si svolge da inizio gennaio a inizio marzo 2025.
Nata nel 1979 a Kiel, Katharina Ziemke ha studiato all'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Inizialmente formatasi in pittura, oggi pratica varie forme d'arte tra cui la performance, la videoarte e il teatro. È membro del gruppo interdisciplinare di artiste AGOSTO con sede a Berlino, della Station urbaner Kulturen Hellersdorf della nGbK Berlin e del gruppo von Wolff/Ziemke art & science.
Artista visiva specializzata nell'arte e nella scienza, dal 2019 Ziemke lavora sul cambiamento climatico e sulla sostenibilità, e dal 2020 sulle donne nella scienza. Nel 2023 ha collaborato con istituzioni scientifiche come la Humboldt Universität di Berlino e il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi.
Katharina Ziemke collabora regolarmente con il direttore artistico del teatro della Schaubühne di Berlino, Thomas Ostermeier, per il quale crea performance di pittura diretta, come per Professeur Bernhardi nel 2017 e La Mouette nel 2013, 2016 e 2024. La sua esperienza teatrale le ha permesso di sviluppare una metodologia per “mettere in scena” dipinti ad acquerello, che vengono esposti davanti al pubblico e sottoposti a una trasformazione che viene filmata.
A livello internazionale, Katharina Ziemke ha tenuto mostre personali alla Humboldt Universität (Berlino, 2023), al Centre d'art Madeleine Lambert (Vénissieux, 2017), alla Schaubühne (Berlino, 2016), alla Zürcher Gallery (New York, 2009) e al Musée de l'Abbaye Sainte-Croix (Les Sables d'Olonne, 2008). Tra le sue mostre collettive figurano Quartier général (La Chaux-de-Fonds, 2022), Centre d'Art Contemporain (Meymac, 2019), Kunstquartier Bethanien (Berlino, 2015) e Printemps de Septembre (Tolosa, 2008). Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui il Fonds national d'art contemporain (Francia), la Collection de la Ville de Vénissieux (Francia) e la Danske Bank (Danimarca). Nel 2023 le è stata assegnata una residenza presso la Cité internationale des arts di Parigi. Katharina Ziemke è rappresentata dalla Galerie Isabelle Gounod, Parigi.
Mélodie Richard è attrice e musicista. Dopo essersi diplomata al Conservatorio Nazionale Superiore d'Arte Drammatica di Parigi nel 2010 incontra Krystian Lupa, con cui ha lavorato come attrice nelle sue tre produzioni in lingua francese, fino all’ultima, Les Émigrants.
A questo incontro ne sono seguiti altri importanti, come quello con Christophe Honoré, Thomas Ostermeier, Georges Lavaudant, Denis Podalydès e Célie Pauthe, che le hanno proposto di interpretare alcune delle donne più affascinanti del repertorio, tra cui Louise Miller, La Mouette, Bérénice, Cléopâtre, Electre, Katia Kabanova e Célimène. Ha approfondito la sua pratica recitando accanto ad attrici come Nada Strancar, Anne Alvaro, Nathalie Richard, Dominique Reymond e Valérie Dréville. Al momento, è in tournée con un libero adattamento femminista di Martin Eden di Jack London, scritto dalla regista Alice Zeniter.
Come musicista - pianista e cantante - dirige e realizza l'adattamento sonoro di L'Amour et les Forêts, l’ultimo romanzo di Éric Reinhardt. Ha cantato il suo primo recital al Théâtre de l'Odéon, e ha messo in musica un adattamento della vita di Charlotte Salomon e un altro di Nuits de la Pleine Lune di Rohmer, basato sulla stella cadente Pascale Augier. L'attrice realizza regolarmente creazioni sonore, come la “fantascienza telefonica” che immagina e suona durante la pandemia, o l'universo sonoro per la videoinstallazione su Marie Phisalix, la prima scienziata che ha lavorato presso il Museo di Storia Naturale di Parigi, un'opera dell'artista berlinese Katharina Ziemke.
Le piace condividere il suo amore per le scrittrici tenendo regolarmente delle letture pubbliche, in particolare dei testi di scrittrici pioniere come le sorelle Brontë, Jane Austen, George Eliot e George Sand. È anche apparsa regolarmente in televisione e al cinema, in particolare con Nina Companeez, Arnaud Desplechin, Abdellatif Kechiche, Christophe Honoré e Olivier Assayas.
Nell'ambito della loro residenza presso Kultur Ensemble Palermo, Lorraine Hellwig e Maxime Leleux proseguono la loro collaborazione artistica sull'identità contemporanea. Combinando fotografia, scrittura, linguaggio visivo ed esplorazione urbana, il loro progetto invita ogni partecipante a formulare il proprio “manifesto privato”: un frammento di pensiero sul modo in cui si abita il mondo.
Utilizzando questionari ispirati ai metodi dadaisti, queste espressioni vengono tradotte in immagini: ritratti fotografici di Lorraine Hellwig, composizioni grafiche di Maxime Leleux.
Uno studio aperto, allestito nella Bottega 1 dei Cantieri Culturali alla Zisa, diventa lo scenario di questa esplorazione collettiva, che unisce produzione, dialogo, osservazione e incontro. Il progetto offre ai giovani siciliani una piattaforma per condividere le loro storie personali, mettere in discussione la loro identità ed esprimere il loro punto di vista su un mondo che cambia, attraverso un confronto sensibile con il loro ambiente urbano.
Intrecciando storie individuali e memoria collettiva, il progetto solleva domande sulla gioventù europea di fronte a molteplici crisi esistenziali - sociali, ecologiche, economiche e culturali.
Nata al Buro Stedelijk di Amsterdam con il nome di “Manifesto Room”, quest'opera è destinata a viaggiare in diverse città europee, per decostruire visioni fisse della gioventù e offrire un ritratto plurale e vivo, nutrito dall'esperienza della città e degli incontri.
Il progetto è stato selezionato da una giuria composta da Jérémy Rossignol (OFAJ-DFJW), Stefan Koppelkamm (artista, Sicilia/Germania) e Philippe Terrier-Hermann (artista, Sicila/Francia). La residenza è sostenuta dall’Ufficio franco-tedesco per la Gioventù (DFJW/OFAJ).
La fotografa e artista visiva Lorraine Hellwig sviluppa una pratica interdisciplinare che esplora le strutture sociali. Attraverso narrazioni intime, esamina i cambiamenti della società e il loro impatto sull'individuo, evidenziando l'influenza delle strutture sociali sull'identità e sulle relazioni sociali di fronte alle pressioni economiche, ecologiche, identitarie e ai rapporti con la tecnologia.
Utilizzando il vocabolario fotografico, il video, il collage di grande formato e la scrittura, l'artista esplora questi temi, coinvolgendo lo spettatore in una riflessione critica. Attraverso il suo vocabolario estetico radicale e polarizzante, incoraggia la reazione, l'interazione e l'impegno, offrendo un'esperienza estetica coinvolgente.
Laureata alla Hochschule München in design fotografico, nel 2018/19 ha ricevuto il premio Gute Aussichten - Junge deutsche Fotografie per il progetto Y A MANIFESTO, esposto alla Deichtorhallen di Amburgo. Nel 2024 ha ricevuto il Förderpreis für Fotografie der Landeshauptstadt München e recentemente ha esposto al Bureau Stedelijk di Amsterdam. Il suo lavoro è regolarmente esposto in mostre internazionali, in particolare in Germania, Francia, Italia, Turchia e Vietnam.
Dal 2020 collabora con il graphic designer Maxime Leleux a un progetto artistico comune. Insieme, stanno attualmente svolgendo una residenza presso il Kultur Ensemble di Palermo, incentrata sulla ricerca sull'identità della città attraverso la gioventù siciliana.
Grafico impegnato in questioni urbane e sociali, Maxime Leleux adotta un approccio contestuale per esplorare le forme di espressione visiva nello spazio pubblico. È interessato al modo in cui la città viene scritta visivamente e alle dinamiche sociali e culturali che rivela, attraverso le iscrizioni presenti nello spazio pubblico, siano esse spontanee o istituzionali. Propone una rilettura dei linguaggi che compongono il paesaggio urbano visivo e immaginario.
Diplomato all'École nationale supérieure des arts visuels de La Cambre, a Bruxelles, ha proseguito la sua ricerca all'ENSAD di Parigi, dove ha affinato il suo pensiero sulla progettazione urbana, concentrandosi in particolare sulla mappatura dei trasporti e sul suo impatto sulla rappresentazione e sulla percezione dello spazio pubblico. Questo lavoro ha portato alla creazione del gruppo di ricerca Oriented Design, dedicato alle pratiche cartografiche e narrative nello spazio urbano.
Negli ultimi anni ha collaborato con diverse organizzazioni dirette dal designer Ruedi Baur, tra cui dix-milliards-humains, Integral Designers e Civic City, contribuendo a progetti che ripensano la cittadinanza e l'impegno sociale. La sua pratica progettuale si estende anche a vari campi della comunicazione visiva: segnaletica, scenografia, linguaggi visivi, progetti educativi, installazioni urbane e artistiche.
Dal 2024 gestisce una propria società di consulenza, specializzata in questioni socio-culturali, design e ambiente.
Dal 2020 collabora con la fotografa e artista visiva Lorraine Hellwig a un progetto artistico comune. Insieme, stanno attualmente svolgendo una residenza presso il Kultur Ensemble di Palermo, dedicata alla ricerca sull'identità della città attraverso gli occhi della gioventù siciliana.
Durante la loro residenza, Nicola Baratto e Magdalena Mitterhofer sviluppano uno scenario filmico composto da frammenti di sogni, ricostruiti, attraversati in forma performativa e registrati su pellicola 16mm. Il punto di partenza sono annotazioni di sogni sotto regimi autoritari, ispirate a Il Terzo Reich dei sogni (Beradt) e permeate dai testi di Favole della dittatura (Sciascia).
Nella Bottega prende forma una scenografia ridotta, che funge da spazio per ripetizioni, proiezioni e sperimentazioni. Gli artisti raccolgono materiale filmico e sonoro tattile, granuloso e fuori dal tempo, che presentano in un formato ibrido tra proiezione cinematografica e performance. Il lavoro nasce in stretto dialogo con l’attore Maziar Firouzi, con archivi e con istituzioni locali.
Il progetto è stato selezionato da una giuria composta da Jérémy Rossignol (OFAJ-DFJW), Stefan Koppelkamm (artista, Sicilia/Germania) e Philippe Terrier-Hermann (artista, Sicila/Francia). La residenza è sostenuta dall’Ufficio franco-tedesco per la Gioventù (DFJW/OFAJ).
Magdalena Mitterhofer (nata nel 1994 a San Candido) lavora tra teatro, cinema e disegno, spesso in costellazioni collaborative e contesti site-specific. I suoi progetti si confrontano con architetture - sia costruite sia simboliche - intese come scenari per esplorare strutture sociopolitiche e le dinamiche di chi osserva.
Le sue opere prendono la forma di performance, video, installazioni e testi, e sono state presentate, tra gli altri, al Kunstverein München, KW Institute for Contemporary Art, Tanzquartier Wien, Volksbühne Berlin, Longtang Zurich, Museion Bozen, Brücke Museum Berlin. Dal 2021 sviluppa Lament.tv, una serie nomade di performance e video in collaborazione con Shade Théret.
Nicola Baratto (Italia, 1989) si occupa di film, scultura e installazione. Il suo lavoro si sviluppa attraverso una ricerca sulle pratiche dei sogni, l’alchimia, i miti e l’immaginazione storica. Fa parte del duo artistico Baratto/Mouravas, la cui metodologica “Archaeodreaming” esplora le sovrapposizione tra archeologica sensoriale ed esperienza onirica. Tra le mostre recenti figurano Tears of Fog, LE18 Marrakech; Una Boccata d’Arte presso la Fondazione Elpis, Sicilia Italia; A Rave Down Below, a Elevsis, Capitale Europea della Cultura, Elefsina, Grecia.
Residenti 2024
Dialoghi in Movimento
Dialoge in Bewegung/Dialogues en mouvement
@ Mathia Coco
Una riflessione performativa sul patrimonio culturale di Palermo, in dialogo con il Museo regionale d’arte moderna e contemporanea RISO e il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas.
In autunno, Kultur Ensemble invita la curatrice con base a Berlino Carolin Brandl a sviluppare il suo ultimo progetto Dialoghi in Movimento, che tra fine novembre e inizio dicembre verrà presentato in entrambi gli spazi museali.
Questo progetto è stato appositamente concepito per approfondire le relazioni tra due dei più importanti musei della città, il Museo RISO e il Museo Salinas, esplorando ed esplicitando i punti di contatto tra le due istituzioni. Nel concetto curatoriale di Dialoghi in Movimento, Palermo diventa un laboratorio di diversità: la sua posizione al confine tra due continenti la rende una “città globale” all'epicentro dei processi di trasformazione attualmente in corso.
In questo contesto, l'attenzione si concentra sulle domande seguenti: Cosa rivelano i musei delle società di cui conservano la memoria collettiva? Quali storie raccontano queste collezioni pubbliche sulle culture che le hanno riunite?
Carolin Brandl invita la ballerina Lenio Kaklea, il coreografo Benjamin Kahne il ballerino Théo Aucremanne, che lavorano in Francia, a sviluppare assieme a lei delle coreografie ispirate alle collezioni e alla storia dei due musei. Una delle presentazioni pubbliche sarà inoltre accompagnata dalla performance sonora della musicista Leila Bencharnia, che vive a Berlino.
Dialoghi in Movimento (Dialoge in Bewegung/Dialogues in Movement) è curato da Carolin Brandl ed è un progetto realizzato da Kultur Ensemble con il sostegno del Fondo culturale franco-tedesco 2024.
Tra i precedenti progetti di Carolin Brandl figurano:
-Unfinished Portrait of Roedelius Today, Haus der Kulturen der Welt, Berlino
-Minimal Studies, presentato al KW Institute for Contemporary Art, Berlino
Come curatrice e direttrice artistica:
-SCULPTURE Festival, Georg-Kolbe-Museum, 2021/22
-La serie Choreographing Politics, Bode-Museum, Staatliche Museen zu Berlin 2022/23
-(Re)Frame, Albertinum, Collezioni statali d'arte di Dresda, 2023
-Il progetto Female Gaze, Padiglione Schinkel, Berlino, 2024
La curatrice Carolin Brandl ha ideato numerosi progetti per alcuni dei più importanti musei e luoghi d'arte della Germania, unendo coreografia, performance e arti visive (Bode-Museum Berlin, Georg-Kolbe-Museum Berlin, Albertinum Dresden, Schinkel Pavillon Berlin e altri). Ha collaborato sia con artisti di fama internazionale sia con giovani artisti, la maggior parte dei quali ha creato opere inedite per i progetti da lei diretti.
I progetti sviluppati da Carolin Brandl sono concepiti appositamente per i musei e i luoghi d'arte scelti. Spesso fanno riferimento alla loro storia e architettura, talvolta confrontandosi direttamente con le esposizioni in corso e le loro collezioni, e soffermandosi sempre su temi di attualità. Esplorano il potenziale sociale della coreografia e riflettono sulle connessioni tra patrimonio culturale, passato e presente, incorporando spesso una componente sonora. Brandl lavora all'intersezione tra arti e teorie e, con un approccio femminista, affronta le questioni della rappresentazione del corpo e del modo in cui lo sguardo si definisce, o viene definito.
Questi formati fanno parte di un'indagine più ampia sul rapporto tra la coreografia/danza, le arti visive, la performance nel contesto museale e i corpi in movimento, sia a livello individuale sia sociale.
Tra i suoi progetti più recenti ricordiamo SCULPTURE Festival- Sculptural Concepts in Music and Sound, Georg Kolbe Museum, Berlino, con la partecipazione di artisti come Meg Stuart, Sasha Waltz con Nicola Mascia, Claudia de Serpa Soares, Takako Suzuki, William Forsythe e giovani artisti (2020/21). La serie CHOREOGRAPHING POLITICS, Bode-Museum (2022/23), Staatliche Museen zu Berlin, con Jérôme Bel, Kat Válastur, Sofia Jernberg, Erna Ómarsdóttir, il format (Re)Frame, Albertinum, Staatliche Kunstsammlungen Dresden, nonché Female Gaze, Schinkel Pavillon (2023), con, tra gli altri, Alexandra Bachzetsis, Ula Sickle, Oona Doherty.
LEILA BENCHARNIA
@ Isabella Castellano
Di origine marocchina, Leila Bencharnia sviluppa narrazioni sonore le cui pratiche compositive sono radicate nell'ascolto profondo di materiali come i tessuti, gli elementi naturali e la simbologia berbera. Attualmente basato a Berlino, il suo lavoro prende forma attraverso installazioni sonore, pezzi acusmatici, partiture grafiche e performance sonore. Figlia di un musicista tradizionale marocchino, il suo dialogo con il suono è iniziato nel villaggio vicino alla catena montuosa Atlante, dove ha trascorso la sua infanzia. Il suo lavoro sonoro è una composizione di registrazioni e materiale analogico, tra cui nastri, vinili e sintetizzatori. Riconosce le forme di ascolto radicale come modalità di trasmissione della conoscenza. La pratica di Bencharnia cerca di avere un ruolo attivo nella decolonizzazione dell'ascolto come modo per affrontare la complessità sociale e politica.
LENIO KAKLEA
@ Karen Paulina Biswell
Lenio Kaklea è una ballerina, coreografa, regista e artista nata ad Atene, in Grecia. Vive e lavora a Parigi. Ha studiato al Conservatorio Nazionale di Danza Contemporanea di Atene (SSCD), dove si è formata nel balletto classico e nei repertori moderni americani, tra cui quelli di Martha Graham, Merce Cunningham e Jose Limon. Nel 2005 ha ricevuto il Premio della Fondazione Pratsika e si è trasferita in Francia, dove ha studiato al CNDC di Angers sotto la guida di Emmanuelle Huynh. Inizia quindi a collaborare con artisti della scena europea come Alexandra Bachzetsis, Boris Charmatz, Claudia Triozzi, François Chaignaud e Cecilia Bengolea. Nel 2011 ha completato il programma SPEAP, un master sulla sperimentazione nelle arti e nella politica diretto da Bruno Latour presso Sciences Po a Parigi.
Dal 2009, Lenio Kaklea lavora con diversi media: coreografia, testo e video. La sua pratica artistica si ispira al femminismo e al pensiero postcoloniale. Nel suo lavoro esplora la produzione di soggettività attraverso la trasmissione organizzata del movimento e rivela gli spazi intimi in cui costruiamo la nostra identità. Il suo lavoro è stato presentato da varie istituzioni e festival in tutta Europa, tra cui il Centre Pompidou, la Bourse de Commerce-Collection Pinault, Palazzo Grassi-Collection Pinault, il Festival ImPulsTanz, la Fondazione Onassis, il Festival di Atene ed Epidauro, l'Opera Nazionale di Grecia, il CND Pantin, Lafayette Anticipations, la Triennale di Milano, documenta 14/Public Programmes e Les presses du réel. Le sue performance sono state incluse in collezioni pubbliche e private come il CNAP-Centre National des Arts Plastiques e la fondazione KADIST.
Accanto al suo lavoro coreografico personale, è impegnata in collaborazioni con altri artisti. Nel 2013 ha portato avanti una collaborazione solista con la coreografa americana Lucinda Childs su musica di Ryoji Ikeda. Nel 2022 ha collaborato con la casa di alta moda Bottega Veneta e ha realizzato una performance a Punta della Dogana con le creazioni di Matthieu Blazy.
Nel 2019 ha ricevuto il Premio Danza dalla Fondation Hermès Italia e dalla Triennale di Milano e ha creato l'assolo autobiograficoBallad. Nel 2021 ha coreografato Age of Crime, un pezzo per nove ballerini, nell'ambito del bicentenario della guerra d'indipendenza greca al Festival di Atene ed Epidauro. Nello stesso anno ha coreografatoSonates et Interludes, opera emblematica di John Cage per pianoforte, accompagnata sul palco dal pianista Orlando Bass. Nel 2024 è stata nominata per il 25° Premio della Fondazione Pernod Ricard e ha creato il film An Alphabet for the Camera. Nello stesso anno crea Chemical Joy, uno spettacolo per cinque interpreti del BODHI PROJECT Ensemble.
BENJAMIN KAHN
@ Sophie Soukias
Benjamin Kahn è ballerino e coreografo. Ha studiato drammaturgia e teatro all'Università di Aix en Provence e al Conservatorio di Rennes, e si è diplomato all'ESAC (Scuola Superiore delle Arti del Circo) in Belgio. Dopo gli studi, ha lavorato con coreografi come Philippe Saire, Benjamin Vandewalles, Nicole Beutler, Ben Riepe, Frédéric Flamand, Maud Le Pladec, Egle Budvytyte e Alessandro Sciaronni.
È inoltre drammaturgo (Cuir / Cie Un loup pour l'homme, Darkmatter / Cherish Menzo tra gli altri) e insegna danza presso il CNAC, l'ESAC e diversi conservatori. Dal 2019 crea i suoi progetti personali.
Benjamin Kahn considera la danza e la coreografia come degli strumenti politici potenti: si interessa in particolare alla costruzione e decostruzione del modo in cui vediamo i corpi individuali e collettivi. Attingendo all'interdisciplinarità della sua formazione e alla ricchezza degli incontri con i singoli performer, dà origine a lavori che combinano testi, una precisa scrittura coreografica e potenti paesaggi sonori e luminosi per mettere in discussione le questioni sociali.
Tra il 2019 e il 2023 ha creato una trilogia di pezzi da solista, “Sorry, But I Feel Slightly Disidentified...” (2019), “Bless the Sound that Saved a Witch like me” (marzo 2023) e "The Blue Hour" (giugno 2023), che indagano le proiezioni sui corpi, lo sguardo e il legame tra l'intimo e il collettivo.
Théo Aucremanne inizia a ballare da bambino, frequentando corsi di danza classica, jazz e contemporanea. Già in tenera età sviluppa un interesse per una varietà di danze, tra cui il tip tap, il flamenco e la break dance. A 18 anni entra nel CNDC di Angers (Centre National de la Danse Contemporaine), diplomandosi nel 2020.
Durante la sua formazione ha potuto esplorare opere del repertorio di Pina Bausch, Trisha Brown, Merce Cunningham, Odile Duboc e della Bastheva Dance Company. Ha lavorato con coreografi come Ambra Senatore e Alban Richard su creazioni che fanno parte della sua formazione. Ha avuto inoltre l'opportunità di lavorare con coreografi come François Chaignaud. Sempre curioso di scoprire nuove pratiche, ha dedicato diversi mesi allo studio del canto lirico alla Haute Ecole de Musique de Lausanne, che ha frequentato come studente Erasmus.
Dopo gli studi, Théo Aucremmanne diventa interprete della compagnia La bazooka.
Nello stesso periodo incontra Benjamin Kahn, che all’epoca stava svolgendo una ricerca sul tema dell'urlo. Diventa suo assistente drammaturgico in “Bless the sound that saved a witch like me”, poi interprete dell'assolo di Benjamin Kahn “The Blue Hour”. Oltre al suo lavoro come interprete, Aucremanne continua a sviluppare il suo lavoro come assistente e outsider nell'assolo di Benjamin Kahn “Bless the Sound that Saved a Witch like me”. Ha lavorato con artisti come Nach e Flora Détraz. Nel 2025, assisterà gli artisti Sylvain Huc e Mathilde Olivares con la loro nuova creazione “La vie nouvelle”, che andrà in scena a Montpellier Danse.
NEW FOLK
@ G. Marascia
Rosa, la voix d'un peuple (Rosa, la voce di un popolo) è un ritratto sonoro che si inserisce nella tradizione degli Hörspiele tedeschi. Lo spettacolo rende omaggio a Rosa Balistreri, che attraverso il canto ha interpretato le dure condizioni della sua terra, la Sicilia, e della vita. Un filo sonoro e visivo segue il percorso di vita e la carriera della cantante siciliana, in un'immersione auditiva attraverso il suono dei luoghi, le voci della gente, la scrittura sonora e l'interpretazione dei canti.
New Folk crea una musica contemporanea fondata sulle radici tradizionali. Attraverso i canti e le melodie popolari siciliane, tratte dal repertorio di Rosa Balistreri, New Folk si identifica in questa matrice vocale come identità e patrimonio culturale.
Di e con:
Nicolò Terrasi – Ideazione e composizione, chitarre e creazione sonora
Serena Ganci – Voce, recitazione e sintetizzatore
Salvatore Meccio – Voce, recitazione, chitarra, tamburi
Laurent Charles – Sassofoni
Bastien Boni – Contrabbasso
Marie Lelardoux – Regista, voce registrata
Geno Lechner – Creazione di immagini, voce registrata
Una produzione di: Compagnia Risonanze, Marsiglia (Francia/Italia)
Con il sostegno di:
Kultur Ensemble Palermo
Pic – Pôle Instrumental Contemporain, Marsiglia
Gmem – cncm, Marsiglia
Théatre l’R de la Mer, Marsiglia
Città di Marsiglia
DRAC/PACA
Curva Minore
Carlotta Wachotsch è nata nel 1994 a Berlino e è cresciuta tra gli stati dei Caraibi, Berlino e Parigi. Prima di studiare storia e teologia evangelica, è stata stagista nel film di Mia Hansen-Løve "Eden. Lost in Music" nel reparto Script/Continuity. Dal 2017 studia regia cinematografica alla Hochschule für Fernsehen und Film di Monaco.
Nel 2020 ha fondato insieme a Sarah Ellersdorfer la rivista cinematografica "Revü – Volantino per il Cinema". Da allora è editrice e redattrice, e la rivista cinematografica si è trasformata in un collettivo. Revü esce due volte l’anno e si dedica al confronto soggettivo ed esegetico con il mezzo cinematografico, alla conservazione e ai luoghi della fruizione. Nel 2023/2024 studia anche presso la scuola Friedl Kubelka per il cinema indipendente a Vienna e si concentra maggiormente su lavori sperimentali. Attualmente sta lavorando al suo primo lungometraggio.
Carlotta Wachotsch utilizzerà il suo soggiorno per scrivere e sviluppare ulteriormente la sceneggiatura del suo primo lungometraggio "Ti sento, ma non ci sei", che tratta dell'amicizia tra due donne che vivono in epoche diverse. Si incontrano attraverso una lettera erroneamente recapitata e iniziano a comunicarsi attraverso lettere scritte a mano, mentre una cerca di vivere in modo autonomo nella campagna siciliana all'inizio del XX secolo e l'altra nella Germania contemporanea. Si tratta per lei di fare ricerche sul posto, negli archivi e di sviluppare ulteriormente il suo concetto cinematografico. La vita e l'opera di Goliarda Sapienza le servono come uno dei punti di partenza femministi per questa storia.
Questa residenza è realizzata con il sostegno dell'Ufficio Franco-Tedesco per la Gioventù.
ALMA PALACIOS E MANON PARENT
@ Kultur Ensemble Palermo
Autobiographie des contradictions è la prima collaborazione teatrale tra Alma Palacios e Manon Parent. Il duo si ispira a diversi frammenti dell'opera della scrittrice siciliana Goliarda Sapienza (1924-1996), autrice - tra molte altre opere - del romanzo L'arte della gioia, pubblicato postumo nel 1998, e di cui offre traduzioni coreografiche, teatrali, musicali e visive. In un universo elettro-acustico creato dal vivo, le due interpreti prendono in prestito voci e corpi diversi per emanciparsi con complicità e umorismo. Celebrano l'amicizia che le unisce da 25 anni e rispondono alla forza vitale che hanno ricevuto dai libri di Sapienza. Esplorando il modo in cui hanno provocato un tale sconvolgimento in loro stesse e nella maggior parte delle persone che li hanno letti, cercano di capire più a fondo cosa si intende per “arte della gioia”, che sembra essere una vera e propria disciplina, una ricerca che implica dolore e costrizione, e di darle forma sul palco. Lo spettacolo debutterà nell'autunno 2024 al Théâtre Le Colombier di Bagnolet.
ALMA PALACIOS
@ Gyung Moo Kim
Dopo aver studiato danza contemporanea al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica e Danza di Parigi, Alma Palacios ha proseguito i suoi studi al P.A.R.T.S. di Bruxelles. Dal 2008 al 2011 ha ricevuto il premio Migros per la danza contemporanea. Nel maggio 2012 ha creato Mademoiselle Else, su testo di Arthur Schnitzler, con Frank Vercruyssen (compagnia cie Tg STAN). Ha lavorato nuovamente con Frank Vercruyssen nel novembre 2013 quando si è esibita in Nusch. Ha lavorato con i coreografi e registi Mathilde Monnier, Guillaume Guilherme, Emmanuelle Pépin, Thomas Fourneau, Jacinto Lucas Pires e Hélène Rocheteau. Dal 2016 al 2018 ha recitato in Bovary di Tiago Rodrigues e ha fatto parte del progetto Occupation Bastille al Théâtre de la Bastille. Tra il 2018 e il 2019 è stata in residenza al Château de Monthelon, per la creazione del suo monologo Comme une sauterelle. È cantante del gruppo Danger Dragon, con sede in Borgogna. Attualmente sta lavorando con Manon Parent a Autobiographie des contradictions, che debutterà nell'ottobre 2024. Recita negli spettacoli Chœur des amants di Tiago Rodrigues, Lettres non-écrites di David Geselson e Des femmes qui nagent di Émilie Capliez, attualmente in tournée.
MANON PARENT
@ Gyung Moo Kim
Manon è originaria di Parigi e vive a Berlino dal 2013. Si è diplomata in danza contemporanea presso il Conservatorio Nazionale Superiore di Musica e Danza nel 2009 e ha ottenuto un diploma in violino classico nel 2010. Nel 2011 è entrata a far parte del Ballet Junior de Genève e nel 2012 ha ottenuto una borsa di studio della commissione Fulbright per studiare Body Mind Centering a New York. Negli ultimi anni ha lavorato come danzatrice, coreografa, cantante, musicista e compositrice con Ioannis Mandafounis (Sing the Positions, One One One, Scarbo, A la Carte... ), Margot Dorléans (Embody collective, Confier), Kareth Schaffer (Unheard of, Cassandra has turned 2, Question of belief), Roni Katz (A Matter of One's own, The End is not an Option), Sergiu Matis (Hopeless, Extinction Room, Unruhe) e Stephanie Thiersch (Hello to Emptiness ). Dal 2014, Manon produce anche musica per il teatro, il cinema e la televisione. Crea il duo di musica sperimentale e pop Machines for calm living assieme a Jean P'ark, seguendo le orme di Red Monky, il loro precedente progetto di performance collaborativa ibrida e femminista basata su pratiche di improvvisazione. Nel 2020, Manon ha vinto la borsa di studio Tanzpraxis del Senato di Berlino. Dal settembre 2023 lavora come artista solista assieme alla Dresden Frankfurt Dance Company.
COLLETTIVO DI TRADUZIONE
MARTINA BENGERT, DANIEL GRAZIADEI, CLIO NICASTRO
@ Mathia Coco
MARTINA BENGERT
@ Sebastian Weinland
Daniel Graziadei
@ Martin Geier
Clio Nicastro
@ Claudia Peppel
Composto dalla studiosa di letteratura e di studi culturali Martina Bengert, dalla filosofa e poetessa Clio Nicastro e dallo studioso di letteratura e poeta Daniel Graziadei, il collettivo di traduzionemira a rendere accessibili a un pubblico di lingua tedesca alcune poesie della pensatrice e poetessa italiana Carla Lonzi, collocando queste poesie all'interno del suo lavoro di critica d'arte e attivista femminista. Oltre al lavoro di traduzione comune, pubblicato nel volume Carla Lonzi: Durchdachtes Schach. Gedichte der Jahre 1958 bis 1963, che verrà pubblicato dalle edizioni b_books di Berlino nel 2024, il collettivo ha partecipato a diversi eventi e conferenze accademiche e culturali. Nel giugno 2022 ha organizzato il workshop "Das unerwartete Subjekt. Autenticità, autocoscienza e attivismo in Carla Lonzi" a Berlino, e nel febbraio 2023 Clio Nicastro ha tenuto il workshop "Form insistiert - Anordnungen der An- und Absprache bei Carla Lonzi" a Lipsia assieme a Max Walther.
In vista della pubblicazione della traduzione tedesca di una selezione di poesie di Carla Lonzi, nell'aprile 2023 il collettivo ha potuto svolgere le sue ricerche presso l’Archivio Carla Lonzi a Roma, e nel maggio 2023 ha presentato il progetto e le sue riflessioni sulla traduzione collaborativa a un gruppo internazionale di traduttori e ricercatori in occasione della conferenza "Politics of Translation: Appropriation, Critique, Hospitality" presso il Centro Marc Bloch di Berlino. Questo progetto di traduzione e redazione è stato sostenuto dalla Humboldt-Universität zu Berlin e dalla borsa di studio "Residenza per Traduttori" del "Centro per il libro e la lettura" del Ministero della Cultura italiano.
Sven Keromnes
@ Mathia Coco
Sven Keromnes è originario di Nancy e ha conseguito un master in germanistica presso l'ENS di Lione. Il suo campo di ricerca si colloca tra la letteratura contemporanea di lingua tedesca e multilingue e l'approccio filosofico al testo. Il suo lavoro si concentra sull'esperienza intersoggettiva della voce nelle opere di Yoko Tawada, la cui scrittura poetica sfida e interroga lo sguardo occidentale. Quest'anno, Sven Keromnes si sta perfezionando nulla traduzione presso il Centre de Traduction Littéraire (CTL) di Losanna. Contemporaneamente, sta lavorando a un progetto di dottorato di ricerca. Accanto alle sue attività di ricerca, recentemente ha rivolto la sua attenzione alla traduzione letteraria. Nell'ambito del programma franco-tedesco "Georges-Arthur Goldschmidt" per giovani traduttori (anno 2023), ha lavorato su Niemands Frau ("La donna di nessuno", 2007) della poetessa Barbara Köhler, una riscrittura polifonica dell'Odissea di Omero. Anche la sua pratica musicale (pianoforte jazz, chitarra folk, percussioni e canto) confluisce in questo lavoro.
Durante la sua residenza, Sven Keromnes si dedicherà al suo attuale progetto di traduzione. Si tratta di una riscrittura dell'Odissea da parte della poetessa tedesca Barbara Köhler, intitolata "Niemands Frau" (Suhrkamp, 2007; "La donna di nessuno"), in cui il posto dei personaggi femminili nell'epica viene messo in discussione nella modalità di un equivoco tumulto testuale. Si tratta di un'opera intermedia, in quanto accompagnata, al momento della pubblicazione, da un CD in cui è possibile ascoltare l'interpretazione vocale di alcuni passaggi da parte di Barbara Köhler. In effetti, il sottotitolo stesso dell'opera punta in questa direzione: si tratta di "canti" ("Gesänge"), il che colloca anche questa odissea ipermoderna, tra le altre, nella scia dell'Inferno dantesco.
Malo Patron
@ Julie Trinkvel
Malo Patron è nato a Parigi nel 1995. Durante i suoi studi di letteratura, nel 2016 fonda il collettivo di poesia multimediale PAN!21. Nel 2019, la fine dei suoi studi universitari coincide con il suo trasferimento ad Arles. In questo periodo affronta temi più personali, come quello dei rapporti di amicizia maschile e l'itineranza, che fanno parte del suo immaginario fin dall'adolescenza. È in Sardegna che scopre l'arte dei murales, graffiti che raffigurano le usanze locali sui muri dei paesi: da quel momento inizia a dedicarsi ai confini tra scrittura e arti visive, approfondendo questo aspetto nella sua pratica nello spazio pubblico e facendone un'identità da difendere. Oltre al suo lavoro performativo, scrive testi teatrali e partecipa a progetti collettivi tra i quali l’iniziativa "Plonger" prevista per settembre 2024, durante la quale cui dieci artisti pedaleranno da Besançon a Marsiglia, proponendo laboratori e spettacoli basati sulla vegetazione e sul viaggio. Malo Patron vive a Marsiglia dal 2020.
La residenza di Malo Patron sarà dedicata all'esplorazione della città attraverso la pratica della scrittura effimera e itinerante. Queste osservazioni prendono forma nelle performance con il gesso: la presenza del linguaggio scritto nelle strade permette di considerare i muri come pagine, i marciapiedi come margini, e di spostare la scrittura e la lettura, entrambe caratterizzate dall'aspetto solitario e silenzioso, in un'esperienza estetica condivisa all'aria aperta. Ci saranno incontri, in particolare con l'italiano, il francese e il tedesco, ma anche ricerche sui materiali di scrittura, cenni alle opere di land art e arte povera presenti nella regione e collaborazioni spontanee per estendere questa esplorazione artistica transdisciplinare alla frontiera delle arti scritte e visive.
Residenti 2023
Mandolino Variabile
Workshop, masterclass e concerto in occasione di una nuova composizione di Vincent Trollet, eseguita da Florentino Calvo, Caterina Lichtenberg e le studentesse e gli studenti del Conservatorio A. Scarlatti di Palermo, sotto la coordinazione di Emanuele Buzi.
@ Roberto Boccaccino
Nell’ambito della sua programmazione per il 2023, anno che il mondo della musica in Germania dedica al mandolino,Kultur Ensemble Palermodà vita a una residenza che indaga la possibilità di andare oltre l’eredità di questo strumento, aprendo nuove prospettive alla composizione musicale contemporanea. Il progetto di residenza nasce in occasione diNotturno, la nuova composizione per orchestra a plettro che il compositore francese Vincent Trollet ha scritto appositamente per Palermo. In stretta collaborazione con il mandolinista francese Florentino Calvo, da anni Vincent Trollet si interessa alla valorizzazione del repertorio contemporaneo del mandolino.
Dal 13 al 15 febbraio si è tenuta la prima parte della residenza, sotto forma di un workshop di tre giorni tenuto da Vincent Trollet e Florentino Calvo per le studentesse e gli studenti del Conservatorio A. Scarlatti di Palermo, sotto la coordinazione del Professore Emanuele Buzi, titolare della cattedra di mandolino.
Dal 2 al 4 maggio si è svolta la seconda parte del progetto, che vedrà il coinvolgimento della mandolinista tedesca Caterina Lichtenberg. Dal 2 al 3 maggio si sono tenute prove comuni in vista del concerto finale, che si è svolto la sera di mercoledì 3 maggio. Il concerto ha alternato momenti per orchestra a plettro, brani per solo e brani per il trio italo-franco-tedesco di mandolinisti di fama internazionale, permettendo di rievocare le origini tradizionali del mandolino per poi dare spazio a un repertorio contemporaneo meno conosciuto. La residenza si è conclusa giovedì 4 maggio con una masterclass di Caterina Lichtenberg per le allieve e gli allievi della classe di mandolino del Conservatorio di Palermo.
Biografie dei docenti e mandolinisti
Caterina Lichtenberg è una delle più importanti mandoliniste classiche del mondo. Cresciuta in Germania, si è diplomata al Conservatorio di Musica di Colonia. Attualmente ricopre il ruolo di professoressa di mandolino classico/liuto soprano presso questa prestigiosa istituzione. Per oltre 20 anni Caterina ha registrato, insegnato e realizzato tournée in tutta Europa, in Giappone, a Taiwan, in Sud America, in Canada e negli Stati Uniti. Ad oggi, Caterina Lichtenberg ha pubblicato 13 album.
Emanuele Buzi, nipote del virtuoso Giuseppe Anedda, si è diplomato presso il Conservatorio de L'Aquila. Collabora con i più importanti enti lirici italiani (La Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo). Dal 2008 è titolare della cattedra di mandolino presso il Conservatorio di Musica A. Scarlatti di Palermo.
Florentino Calvo ha studiato al Conservatorio di Argenteuil, principale centro di insegnamento del mandolino in Francia. Si è perfezionato con i maestri Mario Monti e Ugo Orlandi. Come concertista, si esibisce regolarmente come solista in formazioni di musica da camera e con orchestre (TrioPolycordes, Orchestre National du Théâtre de Paris, Orchestre Philharmonique de Radio France). Contribuisce allo sviluppo e all'influenza del suo strumento formando numerosi concertisti e pedagoghi di spicco in Francia e all'estero.
Vincent Trollet inizia a studiare il pianoforte e successivamente la composizione, che approfondisce al Conservatorio di Parigi. Nel 2010 viene ammesso al corso di Informatica Musicale presso l’IRCAM di Parigi. Questa formazione dà vita a una nuova direzione nel suo lavoro, che lo porta ad avvicinarsi alla sperimentazione. Dai numerosi incontri con compositori della sua generazione nasce Ensemble Regards, ensemble dedicato alla musica contemporanea.
Lea Letzel
@ Frederike Wetzels
Lea Letzel crea spazi, situazioni e installazioni musicali, performance e opere video che vengono mostrate sia nella "scatola nera" del teatro sia nel "cubo bianco" dell'arte visiva. Ha completato i suoi studi presso l'Istituto di Studi Teatrali Applicati di Gießen con un progetto in collaborazione con l'International Ensemble Modern Academy. Letzel ha completato i suoi studi in media art presso l'Accademia delle arti multimediali di Colonia con il progetto "Concerto per organo e pirotecnica" in collaborazione con l'organista Dominik Susteck presso la Stazione artistica di San Pietro a Colonia. Dal 2015 ha una formazione come pirotecnico certificato dalla Repubblica Federale di Germania e dal 2020 è abilitata alla gestione di fuochi d’artificio di grandi dimensioni. Ha trascorso l'autunno 2019 in residenza a Kyoto, in Giappone, come borsista del Goethe-Institut a Villa Kamogawa per studiare la pirotecnica giapponese. A Palermo, intende dedicarsi alla ricerca e all'esplorazione delle prospettive sociali, politiche, storiche e artistiche dei fuochi d'artificio italiani. Lea Letzel vive e lavora a Colonia e a Reykjavík (IS).
Yolenn Farges
@ Mathia Coco
Yolenn Farges è un'artista multidisciplinare francese. Laureata nel 2020 presso le Beaux-Arts de Nantes, vive e lavora tra Marsiglia e Belle-île-en-mer. Tra lunghe escursioni e immersioni subacquee, va alla ricerca di materiali da cogliere, segreti e aneddoti da raccontare attraverso le sue creazioni. Le sue proposte artistiche sono legate tanto alla metamorfosi degli ecosistemi quanto alla circolazione del sapere orale. Attraverso installazioni, performance e video, si interroga sulla porosità dei legami che esistono tra gli esseri che convivono. Conduce laboratori artistici ed educativi e considera questi momenti di creazione collettiva come potenti strumenti per immaginare il futuro. A Palermo, la sua ricerca si concentrerà sul cibo e sulle ricette siciliane affrontate dal punto di vista della microbiologia e della fermentazione.
Victor Missud
@ Mathia Coco
Victor Missud è un regista originario di Tolosa che vive tra la Francia e Palermo. Attraverso il suo lavoro si dedica a persone ai margini della società e del territorio, che diventano attori non professionisti dei suoi film. Dando loro l'opportunità di interpretare se stessi all’interno di un film di finzione, l'artista dà a queste persone la possibilità di esprimere, rappresentandola, la loro realtà.
Per il suo primo film, il documentario di finzione La forêt de l'espace (2019, Menzione speciale della giuria internazionale al Festival Visions du Réel, IFF Rotterdam, Hors Pistes Centre Pompidou), Victor Missud ha invitato le persone che vivono quotidianamente nelle strade di Parigi, la maggior parte delle quali senza fissa dimora, a immaginare di essere sulla Luna e a inventare la loro vita lontano dalla Terra. Il suo ultimo film, À qui le monde (2023), realizzato nel Benin e co-diretto da Marina Russo Villani, è una favola documentaria che racconta la storia dei coltivatori della pianta del giacinto d'acqua nel Benin, i cui corpi vengono progressivamente invasi dallo stesso organismo che consente loro di essere retribuiti.
A Palermo, Victor Missud si dedica a un lungometraggio in lingua dei segni italiana. In parte documentario, in parte fiction, Laisser l'île (titolo provvisorio) vedrà due attori non udenti e non professionisti interpretare i propri ruoli. Palermo è la terza protagonista del film, con i suoi contrasti architettonici tra palazzi barocchi e condomini del dopoguerra. La residenza di Victor Missud sarà inoltre l'occasione per una ricerca sul suono in vista della colonna sonora del film, in particolare attraverso percussioni e vibrazioni.
Annika Katja Boll e Renaud Mundabi Muyanunu
@ Mathia Coco
Nell'autunno 2023, Kultur Ensemble ha ospitato un duo composto dall'artista tedesca Annika Katja Boll e dall'artista francese Renaud Mundabi Muyanunu, che lavoreranno a un progetto comune per la prima volta dopo la fine dei loro studi a Villa Arson (Nizza).
Durante la loro residenza, i due artisti realizzeranno un videogioco interattivo. La narrazione sarà ispirata all'esperienza dell'isola siciliana: l'opera sarà costruita raccogliendo materiale sonoro e visivo attraverso strumenti audio e scansioni in 3D. Il progetto combina l'estetica di una realtà astratta digitalizzata con il linguaggio metaforico della narrazione, con l’obiettivo di creare un'esperienza basata sulle nozioni di movimento continuo, disorientamento e non appartenenza a un luogo fisso.
Il duo di artisti è stato selezionato in seguito al bando di concorso della primavera 2023 e da una giuria composta daJérémy Rossignol, vicedirettore dell'Ufficio Formazione professionale, scambi universitari e volontariato - OFAJ-DFJW (Ufficio franco-tedesco per la gioventù), Hélène Kelmachter, addetto culturale presso l'Ambasciata di Francia in Italia) eRosina Franzé, programmazione culturale presso il Goethe-Institut di Milano. La residenza è sostenuta dall'Ufficio franco-tedesco per la gioventù (OFAJ/DFJW).
Renaud Mundabi Muyanunu
Renaud Mundabi Muyanunu è un artista multidisciplinare la cui pratica combina installazioni visive, musica e letture performative. Diplomato alle Beaux-Arts di Marsiglia, ha conseguito il DNSEP presso Villa Arson (Nizza) nel 2023. Il suo lavoro sonoro prende la forma di composizioni che combinano registrazioni sul campo, storie, canzoni e dibattiti, che integra in un immaginario poetico permeato da questioni di identità multiple. Scrive e recita racconti la cui leggerezza formale gli permette di relazionarsi con le questioni sociali e politiche che lo animano. La sua pratica può uscire dal white cube e spostarsi in spazi pubblici, come ad esempio le biblioteche: questo spostamento dà alla lettura un contesto diverso e mette in discussione il luogo in cui l'installazione prende vita.
Annika Katja Boll
Annika Katja Boll è un'artista visiva nata a Westerwald, in Germania. Dopo aver completato gli studi di antropologia e psicologia a Göttingen e Ahmedabad, ha studiato arte alla Kunsthochschule di Kassel, prima di trasferirsi in Francia per completare gli studi a Villa Arson (Nizza). Il suo lavoro oscilla tra la realtà virtuale e la realtà visiva che la circonda: fonde i due mondi ricontestualizzando il digitale nello spazio reale e viceversa. Si interessa alla variabilità del significato di un oggetto, cambiandone i materiali o collocandolo in un contesto diverso: crea giardini digitali in cui vengono riportati in vita frammenti di scansioni 3D di piante parzialmente scomparse. Queste passeggiate digitali, una sorta di "cyber-flâneries" o “cyber-wander” in una natura artificiale, mettono a confronto il piacere estetico con la realtà di una natura morente.
Noam Brusilovsky e Tobias Purfürst lavorano insieme da diversi anni. Il loro attuale progetto si dedica alla composizione di una “opera techno” in cui i mezzi drammaturgici del teatro dell’opera, come il canto e la narrazione, si uniscono alla musica e alla cultura techno. La residenza sarà l’occasione per scrivere (Noam) e comporre (Tobias) il set narrativo.
Il drammaturgo teatrale e radiofonico Noam Brusilovsky è nato in Israele nel 1989. Dopo aver frequentato la Thelma Yellin High School of the Arts, si è trasferito a Berlino nel 2012, dove ha studiato regia teatrale presso l'Accademia di Arti Drammatiche Ernst Busch. Mentre era ancora studente, ha diretto i suoi primi radiodrammi per Deutschlandfunk e SWR e ha ricevuto il premio ARD German Radio Play Award nel 2017 per la sua produzione "Broken German". Nello stesso anno, ha completato i suoi studi con la performance solista autobiografica "Orchiectomy Right". L'anno successivo, questa produzione è stata invitata ai festival "Radikal Jung" e "Fast Forward" e lo ha portato ad essere nominato "Giovane autore dell'anno" da Theater heute. Da allora Brusilovsky lavora come autore e regista freelance per diverse stazioni radiofoniche tedesche (Deutschlandfunk, SWR, WDR e rbb). I suoi radiodrammi sono stati trasmessi da tutte le stazioni ARD, hanno vinto numerosi premi e sono stati nominati per diversi riconoscimenti. Oltre al suo lavoro radiofonico, Noam Brusilovsky è direttore teatrale. I suoi progetti di teatro documentario, che hanno partecipato a numerosi festival, sono stati realizzati dal Volkstheater di Monaco, dal Konzerttheater di Berna, dal Sophiensaelen di Berlino e dallo Stadttheater di Klagenfurt.
Tobias Purfürst è un produttore musicale e compositore di Berlino. Pianista classico di formazione, si interessa a processi creativi diversi tra loro. Ha iniziato a studiare architettura all'UdK di Berlino. Dopo un anno di scambio in Islanda, con uno stage presso i Greenhouse Music Studios (Valgeir Siruðsson), si è concentrato sul sound design e sulla composizione di musica sperimentale e per film. Nel 2011 ha studiato presso la Facoltà di Arte e Media (UdK) nella classe di Media art (Prof. Alberto de Campo), dove ha lavorato principalmente su installazioni sonore generative e performance. Durante il periodo trascorso all'UdK, il suo lavoro è stato esposto in diverse mostre collettive e festival, tra cui Ars Electronica (2012), EMAF (2013), Transmediale (2013), Addicted to Random Festival e Halle (2013). Lavora come docente, come freelance per agenzie e in collaborazione con var* artist* nel campo della musica elettronica sperimentale, delle installazioni multimediali, nonché delle composizioni e del sound design per film, video arte e performance.
Progetto “WOMEN'S VOICES IN PALERMO"
Tra fine settembre e fine dicembre 2022, il programma di residenza di KULTUR ENSEMBLE Palermo accompagna un progetto di ricerca italo-franco-tedesco, sviluppato da tre ricercatrici conosciutesi all’Università di Lipsia: Daria di Bello, Charlotte Koch e Ségolène Bulot. Durante i loro studi scoprono il podcast come strumento di ricerca etnografica e sociologica. Arricchite dalle tre culture europee nelle quali sono cresciute, le loro ricerche coinvolgono discipline diverse: antropologia, sociologia, letteratura, storia e filosofia. Le loro esperienze formative e professionali, così come le loro scelte di vita, orientano i loro interessi accademici verso tematiche interculturali, postcoloniali, femministe e territoriali.
Con il progetto "Women's voices in Palermo" (la voce delle donne a Palermo), le ricercatrici osservano le pratiche culturali e le scale di valori delle donne migranti che vivono nel capoluogo siciliano. L’ipotesi formulata è che la migrazione e la religione, legata alle questioni di genere, definiscano modalità specifiche di vivere lo spazio urbano. A Palermo, le tre ricercatrici entrano in dialogo con diverse associazioni dedicate a varie comunità di donne e, attraverso interviste e l’ascolto delle esperienze vissute, mettono in discussione le strutture di potere attraverso un approccio intersezionale. I risultati del lavoro di Charlotte Koch, Daria di Bello e Ségolène Bulot saranno presentati sotto forma di podcast, dibattiti e discussioni, per dare voce ad alcune delle donne migranti nello spazio mediterraneo.
@ Kultur Ensemble Palermo
Il trio di ricercatrici in scienze umanistiche si è incontrato all’Università di Lipsia, dove scopre il podcast come strumento semplice e partecipativo di diffusione del loro lavoro.
CHARLOTTE KOCH
@Luisa Koch
Charlotte Koch è cresciuta a Marburg e vive a Lipsia. Durante gli studi triennali in scienze sociali si concentra sugli studi dell’America latina, per poi interessarsi al femminismo islamico e alla sociologia dell’Islam. Approfondisce il tema del “reflexive curanting” (curatela riflessiva) e studia le molteplici rappresentazioni dell’Islam nell’arte contemporanea. Partendo dal travagliato passato coloniale all’origine dei musei etnografici europei, analizza i discorsi e le pratiche postcoloniali con le quali queste stesse istituzioni si confrontano al giorno d’oggi.
SÉGOLÈNE BULOT
@ Ségolène Bulot
Ségolène Bulot viene dalla Normandia e vive a Lipsia. Ha studiato linguistica inglese, letteratura e scienze sociali a Caen, in Francia. Durante il suo master a Lipsia, Ségolène si dedica al lavoro educativo con i giovani. Si interessa in modo particolare allo sviluppo e alla messa in pratica di azioni non violente, prendendo come esempio il concetto indiano di "Go Rurban", che mira a colmare il divario tra città e zone rurali attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni.
DARIA DI BELLO
@ Daria di Bello
Daria di Bello è originaria di Taranto, in Puglia. Si sposta a Lipsia dopo aver ottenuto una laura in filosofia all’Università di Bari. Parallelamente alla sua attività militante, Daria lavora come mediatrice linguistica e culturale, e insegna l’italiano. Si interessa alla migrazione nell’area mediterranea e alla sociologia dell’Islam. Nei suoi lavori, Daria fa dialogare i concetti di “Black Atlantic” e di “Black Mediterranean”, studiando la diaspora africana in una perspettiva storico-marittima.
Residenti 2022
Der erste Text fehlt im italienischen???
Flaka Halti
@ Alexandra Bertels_Europalia
Flaka Haliti è nata a Prishtina, in Kosovo, e vive a Monaco di Baviera, in Germania. Ha studiato alla Städelschule, l'Università di Belle Arti di Francoforte sul Meno.
La sua pratica artistica si sviluppa attraverso diverse tecniche, in particolare sculture e installazioni che realizza tenendo sempre conto della specificità del luogo nelle quali si inseriscono. L'appropriazione e la riorganizzazione sono le linee guida del suo lavoro, che le permettono di creare nuovi modelli estetici.
Nel 2015 Flaka Haliti ha rappresentato il suo Paese d'origine, il Kosovo, alla Biennale di Venezia. L'artista è stata borsista a Villa Romana a Firenze nel 2017 e ha ricevuto il Premio Ars Viva e il Premio Henkel. Il suo lavoro è stato presentato in mostre individuali presso il mumok - Museum Moderne Kunst di Vienna, S.A.L.T.S. Kunstverein Birsfelden, Kunsthalle Lingen e Kunsthaus di Amburgo. Nell’ambito di mostre collettive, le sue opere sono state esposte al Museum Ludwig di Colonia, alla Kunsthalle di Vienna, al Museum Lenbachhaus di Monaco di Baviera e alla Haus der Kulturen der Welt di Berlino. L'artista crea un dialogo tra i concetti di riorganizzazione e appropriazione: da un lato, lo standard dell'ordine categorico viene rifiutato - dall'altro, si realizza un adattamento alle condizioni esistenti. In questo modo, Flaka Haliti apre un campo poetico per un perpetuo in-between all’interno di in uno spazio dialettico, ibrido e performativo.
Collettivo PEROU
@ Tara Ivanisevic
Fondato dieci anni fa dal ricercatore in scienze politiche Sébastien Thiéry insiemecon il paesaggista Gilles Clément, il collettivo PEROU (Pôle d’Exploration des RessourcesUrbaines, Polo di Esplorazione delle Risorse Urbane) lavora sui temi dell’accoglienza, riflette e reagisce alle misure di esclusione delle politiche pubbliche, crea progetti che favoriscono il dialogo e la comunione.
NAVIRE AVENIR (“nave avvenire”) è il progetto di più ampia portata concepito finora dal collettivo. Ha l’obbiettivo di costruire una nave ammiraglia europea per salvare vite umane nel Mediterraneo, pensata come la prima di una flotta europea di dieci imbarcazioni. Il progetto coinvolge oltre mille persone ripartite tra diversi paesi e discipline, e raduna 57 partner tra cui scienziati, scuole, università, collettivi, designer, grafici, performer, architetti, politici, sociologhi, antropologi e ingegneri. Il progetto si sviluppa principalmente a Marsiglia ed è sostenuto dal MUCEM (Museo delle Civilizzazioni dell’Europa e del Mediterraneo, Marsiglia) e dal Centre Pompidou Metz. Il varo della nave AVENIR è previsto nel 2024. Parallelamente, il collettivo PEROU sta inoltre lavorando alla candidatura per iscrivere la pratica dell’accoglienza nelle liste di protezione del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Durante la residenza palermitana, il collettivo si dedicherà ad alcuni aspetti specifici legati alla realizzazione della nave, tra cui gli aspetti giuridici (nozione di accoglienza e creazione di un padiglione marittimo europeo per la nave); quelli legati all’architettura e al design dell’imbarcazione (interni e tipografia); al design della bandiera, e a quelli che i componenti di PEROU definiscono gli “aspetti terapeutici”, legati alla trasmissione dei gesti di primo soccorso e della cura della persona. Sébastien Thiéry lascerà spazio agli altri componenti del collettivo: Nina Chalot & Gabriel di Battisti (designer tessili), Charlotte Cauwer (architetta e disegnatrice), Sina Fakour (tipografo), Marie-José Ordener (cuoco), Elsa Ricq-Amour (terapeuta). Gli incontri del collettivo con le varie realtà palermitane avvieranno una collaborazione rafforzata tra Palermo e Marsiglia attorno a NAVIRE AVENIR.
“L'Avenir è uno strumento pionieristico di salvataggio in mare, la prima nave appositamente progettata per il salvataggio di massa; è un rifugio in alto mare, un edificio dotato di tutte le attrezzature necessarie per l'accoglienza e la cura dei superstiti; è una piazza pubblica mediterranea, uno spazio di vita collettiva dove si afferma la fraternità; è un laboratorio per la ricerca di futuri desiderabili, un luogo da cui creare le navi e l’avvenire che continueranno a esistere.”
Melika Ngombe Kolongo, in arte NKISI, è nata a Kinshasa in Repubblica Democratica del Congo ed è cresciuta in Belgio. Dopo la laurea in tecniche audiovisive presso l’Accademia Narafi di Bruxelles, NKISI ha completato un Master in studi psicosociali con una specializzazione in studi culturali, diaspora e antropologia a Birkbeck, Università di Londra.
Musicista, produttrice e artista visiva, nel suo lavoro NKISI elabora elementi della sua biografia, mescolando ritmi panafricani all’hard techno e a una certa sensibilità punk, assieme a un esplicito impegno politico contro il conformismo. Il suo pseudonimo deriva dalla parola nkisi, diffusa nelle religioni della regione del Bacino del Congo per indicare uno spirito o un oggetto abitato da uno spirito, al quale ci si rivolge per raggiungere una connessione con gli antenati.
Ispirato dalla cosmologia Kongo, NKISI intende la musica come una forma di comunicazione al di là del linguaggio, esplorando l'idea che "sentire è vedere e vedere è reagire/sentire" (K. Kia Bunseki Fu-Kiau, African Cosmology of the Bantu-Kongo, 1980).
Nel 2015, NKISI è stata co-fondatrice del collettivo musicale NON Worldwide, un’etichetta musicale indipendente e insieme un progetto artistico che, favorendo un dialogo tra gli artisti africani della diaspora e dando voce agli emarginati, partecipa attivamente alla ridistribuzione del potere.
Tra i luoghi in cui si è esibita figurano la Tate Modern di Londra, HAU2 di Berlino, il Palais de Tokyo di Parigi, la Haus der Kunst di Monaco di Baviera e il festival Berlin Atonal.
Morgane Tschiember
@ MORGANE LAY X JONNY COCHRANE FOR PARFUMS CHRISTIAN DIOR
Morgane Tschiember è nata a Brest, in Francia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Quimper, poi all’Accademia di Belle Arti di Parigi. Vive a Parigi e lavora in una “factory” che ha creato nel 2011. Il lavoro di Morgane Tschiember è caratterizzato da un approccio sia fisico sia metafisico: influenzate dal pensiero di Jacques Derrida, le sue opere danno vita a una sintesi che può essere descritta come "minimalismo romantico".
Intese da Morgane stessa come dei rituali, le sue sculture sono testimoni del loro processo di produzione, e mantengono la traccia del fare, del gesto e del respiro, attraverso fasi di trasformazione legate al fuoco.
Morgane modella gli ambienti per rivelare le loro qualità e apre spazi di percezione visiva e fisica sotto forma di installazioni monumentali che invitano alla deambulazione.
Ogni residenza è un'opportunità per Morgane Tschiember per concentrarsi su un materiale specifico, come è stato per il vetro nell’ambito della sua residenza al Cirva di Marsiglia e la ceramica nel Veneto, presso le Nuove/Residency. La Sicilia, Palermo e la Conca d'Oro, risuonano fortemente con il suo lavoro, che durante la sua residenza si dedicherà alla realizzazione di sculture in cera e ceramica.
Residenti 2021
caner teker
@ Agustin Farias
caner teker è nat* nel 1994 a Duisburg-Marxloh, in Germania. È laureat* presso l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf 2019 e student* post laurea dal 2019 presso la SNDO – School for New Dance Development di Amsterdam. Ha debuttato ai Tanztage di Berlino con la performance Kirkpinar (coproduzione Sophiensaele) ed è stat* invitat* a partecipare al programma Disappearing Berlin presso lo Schinkel Pavillon di Berlino e al festival Radikal Jung presso il Volkstheater di Monaco di Baviera. È artista invitat* nell’ambito del Favoriten Festival 2020 nella città di Dortmund e presso il Teatro Neumarkt di Zurigo. caner ha realizzato performance al centro d’arte Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen, Museum Abteiberg Mönchengladbach, tanzhaus NRW ed è borsista della Fondazione Norbert Janssen di Monaco di Baviera. Nel 2020 ha ricevuto il Premio per le Arti visive della Città di Düsseldorf ed è stat* student* invitat* presso il Centro coreografico PACT Zollverein di Essen.
Juliette Minchin
@ Grégoire de Gaulle
Nata nel 1992, Juliette Minchin vive a Parigi dove si dedica alla scultura, all’installazione, al video e al disegno. Diplomata in scenografia presso la Scuola Superiore di arti decorative e dell’Accademia di belle arti di Parigi, compone le sue opere lavorando la materia, la luce, la dimensione olfattiva e il suono. Nel suo lavoro esplora i concetti connessi al tema della trasformazione. Testimonianze del trascorrere del tempo, le sue opere sono declinate in serie, presentate in condizioni diverse, giocando su una ambiguità fondamentale: nascita della materia o morte della forma, l’inizio e la fine si confondono. L’utilizzo di materiali naturali (come la terra o la cera) conferisce alle sue sculture una dimensione innegabilmente vivente, dove la superficie richiama l’aspetto della pelle.Ad oggi, l’elemento della cera è al centro del suo lavoro: riattivata all’infinito, la stessa cera è utilizzata e rifusa per comporre le opere successive, come l’anima lascia un corpo per un altro. Il suo lavoro si distrugge e rinasce come un mandala tibetano: la ripetizione di uno stesso gesto e l’evoluzione aleatoria della materia conferiscono una portata processuale.
Gli spazi effimeri creati da Juliette Minchin possono essere percepiti come dei luoghi rituali: il repertorio di forme ieratiche e sacre, tratte da archetipi comuni a diverse culture, risveglia presso l’osservatore dei riflessi animisti, mistici o spirituali, che evocano nella materie una forma di trascendenza.