Didattica Il plurilinguismo nella formazione degli insegnanti

Come introdurre gli insegnanti al tema del plurilinguismo?
Come introdurre gli insegnanti al tema del plurilinguismo? | Foto (dettaglio): © contrastwerkstatt - Fotolia

Come possono gli insegnanti sfruttare al meglio nelle loro lezioni il potenziale plurilingue degli studenti? E come dovrebbero essere preparati i futuri docenti ad affrontare la diversità linguistica in aula? Della questione si occupano accademici e professionisti in Germania e in Europa.

Quando, negli anni ’50, la Germania accolse i suoi primi “lavoratori ospiti”, le scuole tedesche offrivano ai figli dei migranti una formazione nella loro lingua madre. Si trattava però di lezioni fornite in modo piuttosto superficiale e non integrate con le normali lezioni curriculari. Per molto tempo il plurilinguismo come fondamento didattico ha avuto un ruolo, semmai, solo nelle lezioni di lingua straniera.
 
Dopo l’onda d’urto causata dallo Studio PISA, in Germania i singoli stati federali, le università e gli istituti di formazione hanno sviluppato approcci mirati a riflettere meglio la diversità linguistica che caratterizza le scuole tedesche e le competenze plurilinguistiche dei singoli studenti: l’idea è che gli studenti con una prima lingua diversa dal tedesco ricevano il supporto necessario per raggiungere – sia in tedesco che nella loro lingua madre – il livello richiesto per accedere all’università. Per farlo, la lingua madre e o la lingua che si parla in famiglia, così come qualsiasi altra competenza di lingua straniera, deve essere valorizzata e incorporata nelle lezioni. Inoltre, gli studenti devono acquisire abilità non solo nella lingua di uso quotidiano ma anche in quella accademica o tecnica.
 
In un programma di ricerca intitolato Förderung von Kindern und Jugendlichen mit Migrationshintergrund (trad. lett. Sostegno per i bambini e i giovani con un background migrante), meglio conosciuto come FörMig, la Commissione nazionale per la pianificazione educativa e la promozione della ricerca (Bund-Länder-Kommission für Bildungsplanung und Forschungsförderung), per esempio, ha sviluppato un modello di “formazione linguistica continua” che promuove l’acquisizione di capacità linguistico-formative da parte di bambini e ragazzi dall’asilo fino all’università. L’idea è già stata applicata con successo in singoli progetti, ma per il momento è esclusa un’implementazione sistematica né tantomeno estesa.
 
“Esistono numerosi progetti efficaci che spaziano dall’apprendimento precoce fino alla formazione per adulti. Ma anziché fondere l’idea di formazione linguistica continua con questo mosaico di iniziative per dare vita a una strategia globale, molti progetti purtroppo non vengono portati avanti”, afferma Elisabeth Gessner del Forum Lesen di Kassel.
 

IMPARARE A VALORIZZARE E A SFRUTTARE IL PLURILINGUISMO

I temi dell’alfabetizzazione, dello sviluppo delle competenze linguistiche e dell’insegnamento del tedesco come seconda lingua ormai fanno parte anche dei programmi di formazione e perfezionamento degli insegnanti. “Oggi il plurilinguismo riveste un ruolo importante all’interno della formazione interdisciplinare dei futuri docenti”, afferma la Prof.ssa Beate Lütke, esperta in “Didattica della lingua tedesca e tedesco come seconda lingua” per tutti i corsi di laurea abilitanti all’insegnamento della Humboldt-Universität di Berlino.
 
Gli accademici e i professionisti stanno discutendo su quale sia il modo migliore per introdurre gli insegnanti al tema del plurilinguismo e su quali contenuti sia necessario concentrarsi. “Un aspetto fondamentale è la sensibilizzazione dei futuri docenti ai requisiti linguistici delle singole materie e all’insegnamento a gruppi di studenti eterogenei per lingua e cultura. Per esempio, alcuni studi si concentrano sul tipo di atteggiamento che gli insegnanti adottano nei confronti di un gruppo classe multilingue e sulla possibilità che, nella fase di pianificazione delle lezioni, considerino il multilinguismo dei loro studenti come una risorsa”, dichiara Beate Lütke. Negli USA, continua l’esperta, esistono già progetti che puntano a inserire lo spagnolo – la lingua madre di molti migranti – nelle fasi didattiche dell’attivazione delle conoscenze di base e dell’organizzazione del lavoro. In Germania il progetto FörMig fornisce alcuni primi esempi in questo senso.
 
Nel progetto Sprachen – Bilden – Chancen (trad. lett. Lingue – Formazione – Opportunità), basato a Berlino e diretto da Beate Lütke, gli esperti di glottodidattica e didattica disciplinare hanno messo a punto dei materiali per migliorare la formazione dei futuri docenti nell’ambito dell’insegnamento delle lingue straniere e del tedesco come seconda lingua. “Con questi materiali, gli abilitandi possono farsi un’idea di come supportare gli studenti nell’ampliamento delle competenze da una lingua di uso quotidiano a un linguaggio accademico e tecnico, e capire quale ruolo giocano in questo contesto metodi come il macro- e micro-scaffolding”, spiega Beate Lütke. Inoltre questi modelli contengono esempi che dimostrano come il potenziale della lingua madre, l’apprendimento disciplinare e l’acquisizione del tedesco come seconda lingua possano essere interrelati. Anche il programma FörMig mette a disposizione materiali destinati al perfezionamento dei docenti che si concentrano, tra le altre cose, sulla lettura a voce alta basata sul dialogo, lo svolgimento dei compiti a casa e l’acquisizione della lingua scritta per studenti mono- e multilingue.
 

SCAMBIO INTERNAZIONALE TRA PROFESSIONISTI E ACCADEMICI

Il settimo incontro del ciclo di conferenze internazionale dal titolo Mehrsprachigkeit als Chance (trad. lett. Multilinguismo come opportunità), tenutosi a luglio 2017 a Kassel e organizzato da un consorzio europeo di istituti di ricerca, aveva come obiettivo quello di intensificare lo scambio tra professionisti e accademici provenienti da Belgio, Germania, Finlandia, Austria, Polonia e Svizzera che si occupano di internazionalizzazione della formazione dei docenti e di promozione del plurilinguismo per bambini e ragazzi. “Dal momento che ogni Stato ha le sue condizioni-quadro, non cerchiamo una formula magica applicabile dappertutto, ma lavoriamo piuttosto alla creazione di un atlante del multilinguismo che verrà ulteriormente sviluppato durante la conferenza a Kassel”, ha affermato la direttrice del consorzio Elisabeth Gessner prima dell’evento.
 
Gli esperti svizzeri e belgi, per esempio, stanno studiando come rendere i testi comprensibili per tutti gli studenti usando una scala di complessità graduata. Per farlo, durante lo sviluppo di queste idee, cercano la collaborazione di docenti con un background migrante, spiega Elisabeth Gessner: “Sono esempi di persone che hanno completato con successo il percorso scolastico tedesco. Sono fortemente interessati a favorire il successo scolastico dei bambini provenienti da famiglie di migranti e ci aiutano a focalizzarci sul potenziale rappresentato dal plurilinguismo.”