Proiezione del documentario e lectio magistralis Cento anni di Bauhaus

Bauhaus – Model and myth © Absolut Medien

Venerdì 15 marzo 2019, ore 16:30 - 19:30

Roma – MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo

Via Guido Reni, 4/a
Roma

Giornata di Studio

In occasione del suo centenario, due speciali appuntamenti per rendere omaggio alla nascita della celebre scuola del Bauhaus, che dal 1919 diventò pietra angolare per tutti i movimenti d’innovazione nel campo del design e dell’architettura.

Programma

Ore 16:30

Proiezione del documentario Bauhaus – Model and myth
Regia di Niels Bolbrinker & Kerstin Sutterheim
2010, 104 min., versione originale in lingua tedesca con sottotitoli in inglese
In collaborazione con il Goethe-Institut Rom

Il film restituisce un’immagine unica del Bauhaus, istituzione simbolo del Modernismo, attraverso le testimonianze dirette degli ex studenti e una selezione dei materiali d’archivio che ripropongono le parole dei loro maestri. Bauhaus – Model and myth è un resoconto critico degli obiettivi artistici e politici del Bauhaus, forse il più esaustivo che sia mai stato reso in un film. Un racconto in cui viene restituito un punto di vista interno e inedito sull’essenza dei principi del Bauhaus, i conflitti che portarono allo spostamento della sede da Weimar a Dessau, la chiusura della scuola durante l’era nazista, l’attività di costruzione nel giovane stato d’Israele fino ad arrivare all’emergere del “mito del Bauhaus” negli Stati Uniti.

Ore 18.00

Lectio Magistralis di Barry Bergdoll
Curatore della mostra Bauhaus 1919–1933: Workshops for Modernity, tenutasi nel 2009 al MoMA, sarà protagonista di una lezione per capire la storia e il significato di quella scuola.
Inaugurata a Weimar sotto la direzione di Walter Gropius, la Bauhaus rappresentava l’anima più industrialista e socialmente consapevole del Modernismo, in opposizione alla versione plastica e mediterranea che ne dava Le Corbusier. La Bauhaus ebbe tra i suoi docenti (e studenti) alcuni tra i più grandi artisti dell’epoca: da Klee a Moholy-Nagy, da Schlemmer a Kandinsky, da Peter Oud a Mies van der Rohe. Obiettivo di Gropius era la sintesi tra la produzione in serie e l’aura dell’opera singola, da raggiungere tramite l’impiego delle nuove tecnologie e delle conoscenze inedite nel campo delle scienze psicologiche e sociali.

In collaborazione con

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