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Intervista con Bianco-Valente
Un mondo in cui il profitto non sia l’elemento primario

Bianco-Valente, allestimento di Convergenza Evolutiva, Museo Maxxi, Roma, 2010
© Bianco-Valente

La società è più fragile di quanto immaginavamo. Garantire uguaglianza di diritti e porre rimedio agli scempi perpetrati alla natura – sono gli insegnamenti derivati dalla crisi di questo periodo, scrivono i due artisti al Goethe-Institut.

Di Maria Carmen Morese & Johanna Wand


Che spazio ha il vostro lavoro nell'isolamento?

Si sono susseguite diverse fasi nei quaranta giorni che ci separano dall’inizio di questo periodo di isolamento forzato. All’inizio è stato quasi un sollievo tornare a vivere in maniera più stabile i propri spazi domestici: venivamo da un periodo di spostamenti frequenti e un po’ di stabilità ci ha rasserenato.
Nelle settimane successive è emersa un po’ di angoscia, legata alla mancanza dei rapporti sociali e familiari e all’impossibilità di vivere liberamente le strade e le piazze della città che, insieme al dialogo, hanno un grande ruolo nell’ideazione dei nostri progetti.
Adesso che si inizia a intravedere un allentamento nelle norme di distanziamento sociale, siamo nel pieno di una fase di sospensione in cui comincia a fare capolino un po’ di apatia. Possiamo solo sperare che tutto questo finisca al più presto.
Non è stato di certo un buon periodo per la nostra arte; il nostro approccio non è quello di recarsi quotidianamente allo studio, il lavoro consiste piuttosto nel continuare a tessere una fitta rete fatta di progetti, luoghi e persone.
 
Come tutti i momenti complicati, è anche fervido di possibilità, cosa ci insegna la crisi?

Questo periodo ha fatto emergere la fragilità delle nostre società, è servito a chiarire che non siamo invincibili e che non possiamo pensare di avere il governo del mondo nelle nostre mani, bisogna invece prendersene cura, così come bisogna prendersi cura di noi stessi e degli altri.
Dobbiamo ripensare ad un mondo in cui il profitto non deve essere l’elemento primario, guardando invece alla comunità, colmare le distanze fra individui, fra benessere e povertà, cose di cui avevamo consapevolezza ma che in questo periodo sono emerse nella loro drammaticità.
Garantire uguaglianza di diritti a ogni individuo, diritto al lavoro, ad una vita dignitosa, sono ancora troppe le persone che trovano rifugio sotto un tetto di cartone, e troppi che, oltre a non avere il diritto di cittadinanza, vengono sfruttati in un vergognoso regime di schiavitù per garantire l’arrivo dei prodotti della terra sulle nostre tavole.
È qui che dovrà intervenire lo stato, riformulando nuove leggi e nuove misure per restituire e salvaguardare la dignità di ogni persona.
 
Le circostanze attuali ci sconvolgono e ci preoccupano, ma ci incoraggiano a pensare in maniera visionaria. Cosa sogna/immagina per il dopo?

Adesso che le attività umane stanno subendo un blocco forzato, vediamo i delfini avvicinarsi alle nostre coste, lepri, cervi e altri animali selvatici nei parchi e nelle strade delle nostre città. L’acqua del mare è trasparente, l’aria pulita.
Tutto questo dovrebbe spingerci a porre rimedio agli scempi fatti finora, dalla cementificazione selvaggia ad un uso massiccio delle automobili, per arrivare ad avere comportamenti che tendano a salvaguardare la natura e l’ambiente, rimodulando le nostre abitudini quotidiane, attraverso un consumo responsabile delle risorse e un'alimentazione più sana e consapevole.
 

Note biografiche

Coppia nell’arte e nella vita, Giovanna Bianco (Latronico, 1962) e Pino Valente (Napoli, 1967) vivono a Napoli dove si sono incontrati nel 1993. Iniziano il loro progetto artistico indagando dal punto di vista scientifico e filosofico la dualità corpo-mente, l’evoluzione dei modelli di interazione tra le forme di vita, la percezione, la trasmissione delle esperienze mediante il racconto e la scrittura. A questi studi è seguita un’evoluzione progettuale che mira a rendere visibili i nessi interpersonali. Esempi sono le installazioni che hanno interessato vari edifici storici e altri progetti incentrati sulla relazione fra persone, eventi e luoghi.

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