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Profili urbani: Dresda
Tra magnificenza e Plattenbau

Uno sguardo attraverso i vicoli del centro storico di Dresda ci mostra perché, anche per via della sua architettura, la città è anche chiamata “la Firenze sul fiume Elba“ o “la Venezia del nord”.
Uno sguardo attraverso i vicoli del centro storico di Dresda ci mostra perché, anche per via della sua architettura, la città è anche chiamata “la Firenze sul fiume Elba“ o “la Venezia del nord”. | Foto (dettaglio): © Adobe

Dresda? Barocca, borghese, taciturna. Ma anche moderna, alternativa, sorprendente. La nostra redattrice Kaddi Cutz ci porta alla scoperta di un altro lato della capitale della Sassonia, la Firenze sul fiume Elba, rimettendo in discussione più di un cliché.

Di Kaddi Cutz

Un magico, coloratissimo mix

Momenti magici allo “Schaubudensommer”, la fiera estiva di della città. Momenti magici allo “Schaubudensommer”, la fiera estiva di della città. | Foto (dettaglio): © picture alliance/ZB/Britta Pedersen A luglio di ogni anno il cortile del centro culturale Scheune, nel quartiere alla moda di Neustadt, si riempie d’incanto per dieci giorni grazie allo “Schaubudensommer”, una fiera a tratti surreale e coloratissima come le caramelle, le meravigliose stranezze che la riempiono e il soffice zucchero filato che aggiunge un tocco di magia. Giocolieri, ballerini, musicisti e burloni si aggirano tra le bancarelle che per pochi soldi vendono le cose più bizzarre, ma anche oggetti molto belli che possono suscitare malinconia, o anche qualche brivido, e infine vere e proprie chicche per intenditori. Artisti da tutto il mondo si danno appuntamento qui per offrire spettacolo per undici serate e sorprendere il pubblico con attrazioni speciali e sempre diverse. Gli abitanti di Dresda, che confermano il cliché secondo il quale sono piccolo-borghesi, qui trovano pane per i loro denti. Ogni serata dello Schaubudensommer si conclude con una “sorpresa di mezzanotte”: concerti da un balcone privato, teatrino di marionette nel parco e molto altro, rendendo la fiera un’abbagliante miscela di glitter e glamour, trucco circense e teatrale, comprensione e stupore. Uno specialissimo sogno di una notte d’estate, un appuntamento da non perdere.

Un vero e proprio spettacolo per tutti

Il momento clou notturno: durante la “notte dei castelli” gli artisti si esibiscono nei parchi dei castelli di Albrechtsberg e Eckberg e al Lingnerschloss. Il momento clou notturno: durante la “notte dei castelli” gli artisti si esibiscono nei parchi dei castelli di Albrechtsberg e Eckberg e al Lingnerschloss. | Foto (dettaglio): © picture alliance/dpa/dpa-Zentralbild/Sebastian Kahnert Dal castello di Lingnerschloss, dalla magnificente architettura neoclassica, si può godere di uno dei più bei panorami sulla Valle del fiume Elba e sulla città. Insieme ai suoi “fratelli” Eckberg e Albrechtsberg, il Lingnerschloss costituisce il celebre trio dei “castelli del fiume Elba”, ed è considerato un piccolo miracolo il fatto che tutti e tre siano rimasti intatti nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale, che hanno invece distrutto la maggior parte dell’architettura barocca di Dredsda. Se Eckberg e Albrechtsberg sono per lo più chiusi al pubblico (il primo è essenzialmente un hotel e il secondo una location molto ambita per matrimoni e altri eventi, tra i quali la fiera del libro “Dresden (Er)Lesen”), il Lingnerschloss è andato incontro a un destino diverso: costruito per il principe Albrecht di Prussia, deve il suo nome a Karl-August Lingner, imprenditore, mecenate, produttore e convinto commerciante del collutorio Odol, che lo acquistò nel 1906 e vi abitò per dieci anni, prima di morire nel 1916 proprio per un carcinoma della cavità orale. Lingner ha lasciato il castello alla città di Dresda, disponendo esplicitamente che fosse fruibile da parte di tutti i cittadini, e non solo dai ceti più abbienti, e indicando lo stesso criterio per l’offerta gastronomica, tanto che ancora oggi gli avventori della birreria all’aperto e del ristorante possono godere di chilometri e chilometri di vista sui vigneti, che col bel tempo può spaziare fino alla Repubblica Ceca, sorseggiando una bevanda alcolica al prezzo popolare di 0,75€. Dal 2002 il Förderverein Lingnerschloss e.V. gestisce il restauro e l’utilizzo del complesso a scopi culturali e alcuni spazi sono stati riaperti per mostre, proiezioni di film, matrimoni ed eventi culturali. Lindner ne andrebbe senz’altro fiero.

Dresda e il “Plattenbau”

Dresda si sta impegnando nella riqualificazione del Plattenbau. Dresda si sta impegnando nella riqualificazione del Plattenbau. | Foto (dettaglio): © picture alliance/dpa-Zentralbild/Monika Skolimowska A Dresda è riuscito solo il barocco? Assolutamente no, negli anni ’60 la città ha visto una vera e propria esplosione del “Plattenbau”, i palazzoni popolari costruiti con pannelli prefabbricati tipici dell’est in quel periodo, squadrati e pratici, ma certo non particolarmente invitanti. Dopo la caduta del Muro, tuttavia, la domanda è crollata e questi complessi abitativi, una volta considerati chic, si sono trasformati sempre più spesso in aree poco raccomandabili. Anche il termine “Platte” viene per lo più associato a un contesto di degrado sociale e di brutta edilizia popolare. Eppure è possibile anche l’esatto opposto, come dimostra la Kräutersiedlung di Gorbitz, che una volta era un paesino di fattorie, case a graticcio e campi coltivati, mentre dopo la riunificazione, come quartiere di Dresda, si è ritrovato a ereditare le diverse migliaia di appartamenti dell’enorme complesso di Plattenbau realizzato dall’ufficio politico della SED. Per molti anni la Dresdner EWG, cooperativa edile dei ferrovieri della città, si è impegnata nella riqualificazione della maggiore area di edilizia abitativa urbana e nel 2002 è arrivato il momento più atteso: in questi complessi a 6 piani, l’EWG ha iniziato a smantellare due o anche tre piani, allargare cucine e bagni, dotandoli di finestre, costruire balconi e ammodernare il tutto, aggiungendo colore alle facciate e una buona dose di verde pubblico. E così oggi è talmente ambito un moderno appartamento nel quartiere di Gorbitz tra il Kamillenweg e il Thimianweg (Via della Camomilla e Via del Timo) che è stato già avviato un altro progetto di riconversione edile.

Birrificio o teatro?

Interno del teatro Semperoper Interno del teatro Semperoper | Foto (dettaglio): © picture alliance/dpa/dpa-Zentralbild/Robert Michael Da quando una pubblicità della birra Radeberger ha messo al centro dello spot il teatro Semperoper, i turisti si meravigliano che lo splendido complesso progettato da Gottfried Semper non sia un birrificio, ma una casa della cultura, se non uno dei teatri più noti al mondo, e non soltanto per il corpo di ballo Semperoper Ballett, vero e proprio magnete per il pubblico nell’intero arco dell’anno. Il teatro dell’opera che vediamo oggi nel Theaterplatz è già il terzo, poiché il primo edificio è andato distrutto in un incendio nel 1869 e il secondo è stato bombardato nel 1945. Nella sua forma attuale, il Semperoper è stato inaugurato a quarant’anni di distanza e da allora programma circa 250 spettacoli l’anno. Se ne possono ammirare gli splendidi interni anche al di fuori delle rappresentazioni, nell’ambito di una visita guidata, durante la quale si apprende tra l’altro che nella ricostruzione ha avuto effettivamente un ruolo anche la birra: è infatti proprio alla bevanda a base di luppolo che si deve l’effetto legno naturale del rivestimento non ligneo del foyer del teatro.

Il regno del gatto

Nella libreria cult di Dresda Bücher’s Best, il capo in incognito è un gatto di nome Myamoto Musashi. Eccolo insieme a Jörg Stübing, detto “Stü”. Nella libreria cult di Dresda Bücher’s Best, il capo in incognito è un gatto di nome Myamoto Musashi. Eccolo insieme a Jörg Stübing, detto “Stü”. | Foto (dettaglio): © Kaddi Cutz Nella libreria cult di Dresda Bücher’s Best, il capo in incognito è un gatto di nome Myamoto Musashi. Il felino tiene tutto sotto controllo anche nelle ore di maggiore afflusso e avvicina i topi di biblioteca più indecisi lasciandosi accarezzare sornione, sempre che ne abbia voglia. Della gestione del negozio si occupa Jörg Stübing, detto “Stü”, un filosofo finito per caso nel mondo dell’editoria, che della libreria ha fatto un vero e proprio gioiello, un punto d’incontro per persone che probabilmente non si incrocerebbero mai nella vita, e invece si ritrovano coinvolte in animate conversazioni e sessioni di recitazione spontanea. Non è un posto per gente di poche parole, insomma, anche se si può effettivamente rimanere senza parole nel constatare la varietà e la cura dell’assortimento dei libri, tutti rigorosamente selezionati. Le raccomandazioni ricevute vanno quasi sempre a segno, un intero scaffale è riservato alle piccole case editrici e a scrittrici e scrittori locali, e non è raro imbattersi di persona in qualcuno di loro, per una chiacchiera o qualche buon bicchiere prima della presentazione o della sessione di poetry slam. A fine orario, Stü propone regolarmente mostre, concerti e letture all’interno del locale sulla Louisenstraße, e in estate in giardino, sotto le stelle.

Soul food per cineasti

L’indirizzo giusto per vedere film d’autore europei, documentari e gemme rare del grande schermo è il cinema del quartiere di Blasewitz. L’indirizzo giusto per vedere film d’autore europei, documentari e gemme rare del grande schermo è il cinema del quartiere di Blasewitz. | Foto (dettaglio): © PK Ost Chi è alla ricerca di una chicca cinematografica non può non entrare nel Programmkino Ost, un cinema del quartiere di Blasewitz che è l’indirizzo per antonomasia per film d’autore europei, documentari e gemme rare del grande schermo. I suoi gestori, Jana Engelmann e Sven Weser, programmano solo ciò che piace a loro, vanno avanti così da più di vent’anni e nel tempo si è sparsa la voce, tanto che ogni anno sono oltre 180mila gli spettatori che dall’intera regione entrano nel PK Ost, dove gli stucchi restaurati incontrano la tecnologia cinematografica più avanzata, per abbandonarsi completamente al piacere della settima arte.

Caro, vecchio albero

“Il grande tiglio al cimitero di Kaditz”: Litografia di Carl Wilhelm Arldt (circa 1840). “Il grande tiglio al cimitero di Kaditz”: Litografia di Carl Wilhelm Arldt (circa 1840). | Foto (Detail): © Wikipedia.org/Gemeinfrei Per girare alla scoperta dei nuclei più antichi inglobati nella città di Dresda, basta cercare i posti che cominciano con “Alt-“ (vecchio, antico), come Alt-Trachau, Altpieschen o Altkötzschenbroda (che in realtà è già fuori Dresda, ma è talmente idilliaco che vale la pena sorvolare su questo piccolo particolare). Sono località veramente pittoresche, che con i tipici cortili quadrilateri e le case di contadini e artigiani ci riportano indietro nel tempo. Ad Altkaditz, nel camposanto della Emmauskirche si può ammirare il “Tausendjährige”, letteralmente “il millenario”, un imponente tiglio di un’età stimata di almeno 850 anni, di fronte alla canonica della parrocchia evangelico-luterana di San Lorenzo. È l’albero più antico di Dresda, misura circa 20 metri, mentre è di circa 10 metri la circonferenza del tronco, dalla forma piuttosto curiosa a causa di un incendio che colpì il paesino nel 1818, danneggiando gravemente il tiglio: il tronco si spaccò in due metà, ma col tempo si riassemblò, continuando a crescere in maniera anomala. L’interno è cavo e sorretto da supporti, ma nel corso dei decenni vi si è riformata nuova corteccia. Nel 1985 il tiglio di Kaditz è stato proclamato monumento naturale.

L’energia della cultura

Il TIG – Theater junge Generation (teatro nuova generazione) e la Staatsoperette (operetta di Stato) hanno trovato una nuova collocazione nella ex centrale termica Mitte. Il tjg – Theater junge Generation (teatro nuova generazione) e la Staatsoperette (operetta di Stato) hanno trovato una nuova collocazione nella ex centrale termica Mitte. | Foto (dettaglio): © picture alliance/Bildagentur-online/Exss Dresda viene spesso definita retrograda, attaccata alle tradizioni e chiusa alle novità, ma a smentire tutto ciò c’è il Kraftwerk Mitte, enorme monumento industriale del XIX secolo che con i suoi 40.000 mq di superficie si è riconvertito in un cuore pulsante dell’arte, della cultura e dell’industria creativa. Come impianto di cogenerazione del quartiere periferico Wilsdruffer Vorstadt è stato chiuso nel 1944 e dalla fine del 2016 viene utilizzato solo a scopi culturali. È qui che si sono infatti insediati l’Operetta di Stato di Dresda e il tjg – Theater junge Generation; proprio accanto si trova la location per eventi Kraftwerk Mitte, poi c’è un cinema, il Zentralkino, e il polo culturale è completato dall’Energiemuseum e da un’Accademia di musica. L’intero complesso è particolare anche dal punto di vista architettonico, in quanto riunisce edifici di epoca industriale, alcuni dei quali proclamati monumenti culturali, e nuove costruzioni. Per la riconversione in centro culturale, nel 2017, l’ex centrale ha vinto anche il premio della Sassonia per la “Baukultur”, la cultura del costruire.

Non dimenticate l’ombrello!

Cortile degli elementi nel Kunsthofpassage di Dresda. Cortile degli elementi nel Kunsthofpassage di Dresda | Foto (dettaglio): ©picture alliance/Bildagentur-online/Sunny Celeste A Dresda le precipitazioni atmosferiche non sono affatto motivo di malumore, anzi sono quasi una benedizione, specialmente nel Kunsthofpassage, il passaggio tra gli elaborati cortili artistici che si snodano nel quartiere alla moda di Neustadt: nel cosiddetto “cortile degli elementi”, le grondaie che si stagliano sulle facciate dipinte d’azzurro sono state appositamente progettate dalla scultrice Annette Paul e dai designer Christoph Roßner e André Tempel per produrre particolari sonorità: quando piove, l’acqua piovana scorre attraverso un ingegnoso labirinto di tubi, imbuti, trombe, cascate e piattaforme prima di essere raccolta in un bacino, generando melodie sempre diverse. Per uno speciale concerto in pieno relax, basta non dimenticare l’ombrello. In caso contrario, potrete sempre ripararvi all’asciutto nei cortili limitrofi, detti della luce, delle metamorfosi, degli animali e delle creature fiabesche, con tutti i loro divertenti dettagli nascosti e i particolarissimi negozi.  

Al centro c’è tutto

Nel centro cittadino si raggiunge tutto a piedi. Nel centro cittadino si raggiunge tutto a piedi. | Foto (dettaglio): © picture alliance/Matthias Hiekel/dpa Certo, non sembra particolarmente originale indicare il centro storico come luogo da visitare, ma Dresda offre un concentrato di cose da vedere in poche ore, tutte raggiungibili a piedi. Pariamo ad esempio del complesso di architettura barocca Zwinger, che ospita musei come la Sempergalerie, la collezione di porcellane di Meissen, la Semperoper, teatro dell’opera sassone del XIX secolo, il Residenzschloss, ex residenza dei principi elettori e dei reali di Sassonia, la passeggiata lungo il fiume Elba, la Brühlsche Terrasse, la Münzgasse, vicolo che parte da lì, e la famosa chiesa barocca Frauenkirche am Neumarkt. Sempre nel centro storico, gli appassionati d’arte troveranno inoltre la Gemäldegalerie Alte Meister, Pinacoteca dei Maestri Antichi, con la Madonna Sistina e le altre famosissime opere delle Staatlichen Kunstsammlungen, nonché il Grünes Gewölbe, la cosiddetta Volta Verde, camera del tesoro dei principi elettori e dei reali di Sassonia, depauperata purtroppo di alcuni tesori in seguito a un furto nel 2019, ancora irrisolto. Attraversando l’Augustusbrücke, il ponte di Augusto, si passa davanti alla statua del Cavaliere d’oro e si entra in Neustadt. Per un certo periodo, dal 1949, il ponte cambiò nome e venne intitolato al comunista bulgaro Georgij Dimitroff, ma le malelingue sostengono che “Dimitroff” ricordasse piuttosto un’attitudine di qualche secolo prima di Augusto il Forte, che aveva fama di essere sessualmente molto attivo e, attraversando il ponte in carrozza, al passaggio di una bella donna, mormorava forse al proprio cocchiere “die-mit-druff”, ossia “facciamola salire”. Il ponte, comunque, dal 1990 ha ripreso il nome originario di Augustusbrücke. E non sarà un caso che Dresda detenga da anni il primato del più alto tasso di natalità di tutta la Germania.
 

Profili urbani

Orti urbani a Berlino, naturismo a Monaco. Partiamo con voi alla scoperta di città tedesche andando anche controcorrente, illustrando i luoghi, gruppi ed eventi più legati alla loro immagine, per poi tracciarne un profilo inconsueto che sgretolerà più di un cliché.

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